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Coronavirus, tute da operai per visitare: il 'fai da te' dei medici di famiglia

SANITÀ
Coronavirus, tute da operai per visitare: il 'fai da te' dei medici di famiglia

(Fotogramma)

In tempi di Covid-19, con l'ormai nota carenza di protezioni individuali per i medici di famiglia, dove non arrivano i canali ufficiali "è la creatività che ci salva". Creatività e un pizzico di aiuto da parte di amici e pazienti. "Noi dobbiamo andare al domicilio dagli assistiti che stanno male, e spesso siamo senza equipaggiamento completo. L'Ats ci ha distribuito un po' di guanti e mascherine, che finiscono in fretta. Il resto, si sa, scarseggia. Così ieri sono andata a recuperare 4 tutoni da muratore". Niente camice idrorepellente per proteggersi da un eventuale rischio contagio? Ecco dunque la soluzione. A raccontare all'AdnKronos Salute il 'fai-da-te' dei medici di famiglia in tempi di pandemia è oggi Maria Pia Taddeo, dottoressa che opera in una medicina di gruppo a Talamona, in provincia di Sondrio.


Ma le testimonianze sono tante, in una regione con un così alto numero di contagi. Per Taddeo, dunque, il kit per visitare ha come pezzo forte: tute da imbianchino e occhiali rimediati da un paziente direttore di una filarmonica in questo comune della Valtellina. Per lei ieri anche una sorpresa. Al cancello, insieme al materiale promesso, era stato lasciato anche un pacchetto. Profumo invitante e un messaggio: "Pasta al forno vegetale da riscaldare o congelare, fatta con quel poco che avevamo in casa". Per Taddeo "gesti che scaldano il cuore, in questi giorni di solitudine e tanto lavoro. Al punto da non riuscire spesso a fare la spesa".

Quel regalo, confessa il medico, "è stata una gioia immensa che mi ha tolto la tristezza. Alla fine di questa settimana ero davvero provata. Ho pensato: se non divento positiva, magari divento matta". Non perde il sorriso, la dottoressa Taddeo, neanche in queste giornate intense, in cui non mancano anche i "timori per la salute propria e dei pazienti. E a proposito dell'arte di arrangiarsi, io ho dovuto far da me anche le pulizie dell'ambulatorio. La persona che le fa di solito non se la sentiva" con la Covid-19 che incombe minacciosa. "Così mi sono armata di stracci e spazzoloni e alla fine ero stremata. Mentre la scorsa settimana a mie spese ho arruolato un uomo che di solito sanifica le ambulanze. Sono operazioni che vanno fatte - conclude - per la sicurezza di tutti".



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