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Pregliasco: "Preoccupano casi simil-Covid con tampone negativo"

SANITÀ
Pregliasco: Preoccupano casi simil-Covid con tampone negativo

(Fotogramma)

"E' vero: sono stati rilevati casi simil-Covid con tampone negativo e polmonite interstiziale, e questi casi preoccupano perché potrebbero sfuggire", proprio per via della negatività del tampone. Lo afferma all'Adnkronos Salute il virologo dell'Università di Milano Fabrizio Pregliasco, sentito dopo la segnalazione giunta da Mario Balzanelli, presidente nazionale della Sis 118. "Abbiamo evidenziato questo fenomeno anche in uno studio di cui sono il coautore, pubblicato su 'Radiology' e condotto a Codogno - ricorda il virologo - che ha messo in luce la presenza di polmoniti in pazienti asintomatici o paucisintomatici. Ebbene, questo ci dice che il valore del tampone deve essere esaminato".


La negatività di questi pazienti simil-Covid al tampone, aggiunge Pregliasco, "potrebbe essere legata al fatto che questo esame è stato fatto troppo in anticipo, o alla presenza di falsi negativi. In ogni caso ogni sintomatologia che in qualche modo può ricordare Covid deve essere sorvegliata e indagata: abbiamo visto infatti che la strumentazione diagnostica può evidenziare anche seri problemi in pazienti che all'apparenza non hanno sintomi, o li hanno solo sfumati".

Dal 18 maggio "sarà 'liberi tutti', anche in regioni come la Lombardia dove ancora i numeri sono a tre cifre. Ebbene, direi che si è fatto un compromesso tra salute ed economia; la voglia di riaperture era talmente forte che si è optato per questa via. Ora il monito agli italiani è quello di non pensare che ci siamo liberati anche del virus: manteniamo distanziamento sociale e mascherine, perché il nemico è ancora fra noi", dice Pregliasco, che non manca però di sottolineare alcuni elementi positivi: "I dati ci dicono che la situazione nel Paese è buona, e non si è alterata più di tanto dopo le prime riaperture".

"Anche in Lombardia i casi sono numerosi perché si fanno molti più tamponi di prima: si sta facendo luce su casi 'vecchi', che stanno emergendo. La situazione delle strutture sanitarie ci dice che la pressione è diminuita, e questa è un premessa positiva. Certo, è bene non abbassare la guardia", ammonisce. Quando al rebus delle distanze da mantenere per 'allontanare' il rischio di contagio, che sembra dividere anche gli esperti, Pregliasco precisa: "Un metro è il minimo, e molto dipende dal trovarsi al chiuso o in spazi aperti. In ogni caso - conclude - meglio un'indicazione che si può osservare, piuttosto che una impraticabile".



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