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Ira di Zangrillo: "Basta attacchi strumentali alla Lombardia"

SANITÀ
Ira di Zangrillo: Basta attacchi strumentali alla Lombardia

(Fotogramma)

"L'ennesimo attacco strumentale alla Lombardia e al suo sistema ospedaliero rappresentato, tra l'altro, dai più importanti istituti scientifici del Paese". Alberto Zangrillo, prorettore dell'università Vita-Salute San Raffaele di Milano, intravede questo "nelle parole di Giuseppe Ippolito", direttore scientifico dell'Istituto Spallanzani di Roma, protagonista di un'intervista oggi al 'Corriere della Sera'. Il passaggio che ha fatto inalberare il primario del San Raffaele è in particolare quello in cui Ippolito sottolinea che "in Lombardia, e non solo in Lombardia, negli ultimi anni il modello di sanità pubblica è stato svuotato a favore di un modello pubblico-privato di tipo assicurativo".


"Ricordo al professor Ippolito, che evidentemente non conosce la natura del sistema pubblico-privato, che i circa 70mila pazienti curati in Lombardia in questi mesi non hanno usufruito di alcuna polizza assicurativa, bensì hanno beneficiato del Sistema sanitario nazionale come qualsiasi altro italiano", è la replica di Zangrillo, che torna indietro ai mesi più duri dell'emergenza e sottolinea all'Adnkronos Salute: "Quanto successo in Lombardia non è paragonabile a ciò che è avvenuto nel Lazio, regione appena sfiorata dalla pandemia di Covid-19. Paragonare Milano a Roma sarebbe come mettere a confronto la regione de L'Ile de France con Nizza".

"Recenti studi realizzati dall'università Vita-Salute San Raffaele - dice Zangrillo - hanno dimostrato che le grandi aree metropolitane occidentali, come la Lombardia, hanno fronteggiato un'emergenza sanitaria senza precedenti. L'Italia, con la Lombardia in particolare, è stato il primo Paese occidentale colpito senza possedere la conoscenza clinica e scientifica che oggi, dopo 4 mesi di lotta al virus, siamo riusciti a produrre".

E in questo tsunami, incalza, "il sistema ospedaliero della regione ha permesso di arginare l'epidemia in una fase in cui l'ospedalizzazione rappresentava l'unica possibilità di cura per i malati". Ippolito nell'intervista sostiene invece che "il modello lombardo, che prevede grandi ospedali ad altissima specializzazione ma scarsamente collegati col territorio, ha di fatto trasformato una emergenza di salute pubblica in una emergenza ospedaliera".

Zangrillo non ci sta: "Le parole del professor Ippolito sono offensive per le migliaia di donne e uomini che in questi mesi hanno lavorato senza risparmiarsi sia negli ospedali pubblici, sia in quelli privati della nostra Regione".



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