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La polemica

"Saluto romano dopo il gol", comunità ebraiche contro Di Francesco junior

15 febbraio 2016 | 09.46
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Prima la rete che segna il gol del pareggio contro il Modena, poi quel gesto "inequivocabile" che fa scoppiare la polemica con l'Unione Comunità Ebraiche (UCEI). Protagonista Federico Di Francesco, 21 anni, figlio dell'allenatore del Sassuolo Eusebio Di Francesco, e attaccante della Virtus Lanciano, che durante il match di sabato, vinto 2-1 dai rossoneri, ha esultato davanti alla propria curva alzando la mano destra in quello che sembrerebbe essere un saluto romano. Un gesto finito sotto accusa e paragonato a quello fatto dall'ex giocatore della Lazio, Paolo Di Canio nel corso di un derby con la Roma.

"Federico Di Francesco ha pensato bene di macchiare il proprio gesto agonistico nel peggiore dei modi - scrive l'Ucei in un comunicato - Corsa verso la curva dei sostenitori della Virtus e braccio teso in un inequivocabile saluto romano, molto simile a quelli dell'icona laziale Paolo Di Canio. Chissà cosa penserà il padre Eusebio, vecchio cuore giallorosso e attuale allenatore del Sassuolo dei miracoli che in Serie A si è imposto per bel calcio, valori e fair play"

L'Ucei sottolinea inoltre come l'allenatore del Sassuolo in una recente intervista avesse ribadito che "I ragazzi vanno aspettati e accompagnati, nel calcio di oggi c'è troppa fretta. Bisogna cercare di entrare nella loro testa e non tutti vanno approcciati con lo stesso atteggiamento. Insomma, bisogna essere un po' allenatori e un po' psicologi".

Non si è fatta attendere la replica del Virtus Lanciano, che dal canto suo, ha evidenziato come la polemica si stata una "volgarissima strumentalizzazione" per "gettare ombre a discredito" su Di Francesco e sul suo "abbraccio ideale ai tifosi": "E' del tutto evidente che si tratta di una volgarissima strumentalizzazione, facilmente dimostrabile osservando il breve filmato che racconta il gesto dall'inizio alla fine - si legge nella nota ufficiale rilasciata dal club - ovvero rivelandone la sua natura totalmente goliardica e scherzosa con il calciatore che saluta la propria curva sull'attenti come una recluta davanti al proprio stato maggiore (il gesto comincia con la mano sulla fronte e si conclude con un abbraccio ideale ai tifosi)".

"Se poi qualcuno ne ha isolato un fotogramma facendolo passare per quello che chiaramente non è - conclude la nota - ovviamente calciatore e club non possono esserne ritenuti responsabili. Inoltre la Curva Sud di Lanciano non ha mai presentato, storicamente, implicazioni o infiltrazioni di alcuna natura politica. Per completezza vogliamo sottolineare che nulla è più lontano dai pensieri e dai comportamenti di Federico Di Francesco di quanto gli è stato arbitrariamente attribuito. E con questo speriamo di poter ritenere chiarito e concluso questo spiacevolissimo episodio, al di là di qualsiasi volontà di speculare oltre".

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