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Salvare il Pianeta? Dobbiamo cambiare dieta

08 agosto 2019 | 11.23
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Il rapporto Onu-Ipcc parla chiaro: " 23% delle emissioni di gas serra globali deriva da attività come agricoltura industriale"

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(Fotogramma)

Alto rischio siccità, incendi, scongelamento del permafrost e insicurezza alimentare. Ecco cosa ci aspetta secondo gli scienziati dell'Ipcc, l'Intergovernmental Panel on Climate Change, ovvero il braccio scientifico dell’Onu che si occupa di cambiamenti climatici. Dal periodo preindustriale, denuncia lo studio, la temperatura sulle terre emerse del nostro pianeta è aumentata di 1,53 gradi centigradi. A quello relativo all'aumento delle temperature, si aggiunge un altro dato allarmante: più di un quarto della terra del Pianeta è soggetta al "degrado indotto dall'uomo".

C'è dunque un nesso tra cambiamenti climatici e utilizzo sfrenato della terra? Stando a quanto emerge dal nuovo studio dedicato al rapporto tra cambiamenti climatici e sfruttamento della terra ("Climate change and land"), il 23% delle emissioni di gas serra globali prodotte dall'uomo deriva da agricoltura industriale, silvicoltura, deforestazione e incendi ed è per questo che, sostengono gli scienziati, se vogliamo avere un futuro è necessario un cambiamento radicale (e globale) delle abitudini alimentari, spostando i consumi verso alimenti a base vegetale e riducendo quelli di carne.

Questo ridurrebbe le emissioni di gas serra derivanti dagli allevamenti, liberando la terra per usi più sostenibili. Negli ultimi 60 anni, infatti, il consumo di carne è più che raddoppiato e il suolo- rileva lo studio - è stato convertito a uso agricolo a un ritmo senza precedenti nella storia umana. Ci sono altri dati, nello studio dell'Ipcc, che evidenziano la necessità di riformare l’attuale sistema alimentare: nel mondo ci sono circa 2 miliardi di adulti in sovrappeso o obesi, mentre 821 milioni di persone sono denutrite.

La produzione di bioenergia, sottolinea l'Ipcc, rappresenta un'ulteriore minaccia, perché il rischio è di privarci di preziosi terreni agricoli, spostando piantagioni e pascoli per il bestiame in aree naturali di grande importanza per la conservazione della biodiversità e la salvaguardia del clima, come le foreste.

Il rapporto fornisce anche altri importanti elementi: concentrarsi unicamente sull’uso del suolo non basterà per vincere la battaglia contro i cambiamenti climatici, per quello è fondamentale procedere all’eliminazione graduale dei combustibili fossili; serve proteggere le foreste e proporre un nuovo paradigma per il sistema agro-alimentare.

Il rapporto dell'Ipcc è il frutto dei confronti che hanno avuto luogo in questi giorni a Ginevra in occasione della 50esima sessione dell'Intergovernmental Panel on Climate Change e i cui risultati verranno sottoposti ai leader politici in occasione del prossimo vertice dell'azione per il clima delle Nazioni Unite il 23 settembre a New York.

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