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Salvatore Borsellino: "Il pacco del 9 agosto? Le minacce serie sono a Lucia"

21 agosto 2015 | 13.24
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Salvatore Borsellino (INFOPHOTO)

"Non volevo che questa notizia trapelasse, non volevo che gli fosse data importanza ma, soprattutto in un momento in cui ci sono minacce veramente serie a Lucia (Borsellino, ndr), non volevo che le due cose potessero essere sovrapposte o anche in qualche modo accostate". Così Salvatore Borsellino, fratello del giudice ucciso dalla mafia nel 1992, commenta all'Adnkronos la notizia trapelata solo ieri di un pacco lasciato davanti alla sua casa di Mondello la mattina del 9 agosto e fatto brillare dagli artificieri.

Il fratello del giudice è tranquillo e, anzi, non crede che quel pacco contenente dello sterco fosse una minaccia rivolta a lui. "In pochi sanno che ho questa casa a Mondello - spiega - e poi si tratta di una palazzina in cui vivono cinque famiglie, alcune delle quali hanno esercizi commerciali, non è detto che il pacco fosse per me".

Salvatore Borsellino è restio anche a pensare che la presunta minaccia possa essere in qualche modo collegata al progetto che sta realizzando nel quartiere Kalsa di Palermo: un centro di formazione informatica dal nome 'La casa di Paolo': "Non credo che questo progetto possa avere dato fastidio - dice - siamo ancora agli inizi e la gente di questo quartiere non ha mostrato alcuna ostilità, anzi ho ritrovato figli di persone che conoscevano mio padre e ho instaurato buoni rapporti".

Ma quello che lascia perplesso il fratello del giudice è soprattutto il tipo di intimidazione: "Purtroppo conosco bene i metodi e le regole della mafia - aggiunge - se fosse il progetto alla Kalsa ad aver dato fastidio a qualcuno il pacco sarebbe arrivato lì. Certe cose devono essere autorizzate e all'esterno di un mandamento non si fa nulla se non hai l'autorizzazione".

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