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Salvini: "Chiudere gli stadi risposta sbagliata"

28 dicembre 2018 | 13.12
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(Fotogramma)

Chiudere gli stadi e vietare le trasferte condanna i tifosi veri ed è la risposta sbagliata”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, a margine della presentazione del Teatro virtuale della Polizia Scientifica al Polo Anticrimine di via Tuscolana, a Roma. “I teppisti, i delinquenti che a due chilometri dallo stadio si sono presi a mazzate a Milano non sono tifosi”, ha aggiunto Salvini ricordando che “non vanno confusi quei pochi delinquenti che vanno in giro con il coltello in tasca con milioni di tifosi che hanno diritto di seguire le partite della loro squadra del cuore”.

Una proposta che porterò al tavolo è che certe partite non si giochino più in notturna” ha annunciato il ministro dell’Interno. “Nei primi giorni dell’anno con il sottosegretario Giorgetti convocheremo al Viminale società sportive, tifoserie organizzate e riconosciute e arbitri per ragionare insieme su come riportare pulizia e tranquillità nei campi di calcio”, ha spiegato il vicepremier.

Duro il commento dell'ex premier, Paolo Gentiloni, che su Twitter ha scritto: "Ora tutti a condannare le bande di ultras. I loro cori razzisti, le aggressioni, la violenza contro le forze dell’ordine. Bene. Peccato che il ministro dell’Interno era andato a omaggiarli, questi ultras, appena dieci giorni fa".

MALAGÒ: STOP CAMPIONATO SAREBBE STATO UNA RESA- Intanto, sulla decisione del presidente federale di far disputare il prossimo turno di serie A, in programma sabato, dopo i disordini di San Siro e la morte di un ultrà, interviene in un'intervista all'Adnkronos il presidente del Coni, Giovanni Malagò. "Condivido l'opinione di Gravina - sottolinea - sarebbe stato sbagliato non giocare. Fermare il campionato avrebbe rappresentato una sconfitta ulteriore, una resa". Secondo il numero 1 del Coni "serve tolleranza zero contro i violenti, serve una legge che vada oltre il concetto di Daspo. Il modello è quello dell'Inghilterra e della Thatcher, bisogna avere il coraggio di chiudere con un certo tipo di elasticità, disponibilità".

PREFETTO: A GENNAIO VERTICE SICUREZZA CON INTER E MILAN - Il prefetto di Milano, Renato Saccone, intende convocare a gennaio un comitato sicurezza che vedrà il coinvolgimento delle squadre di calcio milanesi, Inter e Milan. Una decisione assunta dopo gli scontri del 26 dicembre. A conclusione del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza, che si è svolto questa mattina in Prefettura, Saccone ha anche precisato che "la prossima partita in casa dell'Inter con tutto il pubblico sarà a metà gennaio". L'obiettivo del confronto con le squadre, ha anche chiarito, è "isolare i violenti", perché "i comportamenti criminali non li devono pagare tutti". A chi gli domandava se avesse intenzione di incontrare anche le tifoserie, il prefetto ha ricordato che a Milano c'è una lunga tradizione di rapporto con le squadre e che per ora l'incontro sarà con queste ultime.

DASPO A ULTRAS INTERISTI - Intanto, in seguito ai violenti scontri tra ultras, il questore di Milano nella giornata di ieri ha emesso sette provvedimenti DASpo a carico di altrettanti ultras interisti. Lo rende noto la Questura. L’attività di indagine condotta dalla Digos ha permesso di individuare nove assalitori, tre dei quali subito arrestati, che si sono resi protagonisti del violento attacco nei confronti degli ultras del Napoli. Sette dei nove aggressori, tutti italiani e di età compresa tra i 18 e i 48 anni, sono stati immediatamente colpiti dal provvedimento DASpo del questore di Milano, esteso ai sensi dell’art. 6 legge 401/89 anche alle competizioni calcistiche internazionali (Champions League, Europa League, Supercoppa europea, Coppa intercontinentale ed altre), mentre sono tuttora in corso indagini e approfondimenti sulla posizione degli altri due soggetti indagati, nonché sugli altri partecipanti all’aggressione.

Sei degli assalitori raggiunti dal provvedimento risultano gravati da numerosi precedenti penali, inoltre cinque di essi erano già stati colpiti da diversi provvedimenti DASpo emessi anche in altre province per aver preso parte a episodi violenti anche nell’ambito di diverse discipline sportive, mentre il settimo, di 21 anni, risulta incensurato. I provvedimenti emessi avranno una durata di cinque anni per i soggetti daspati per la prima volta e di otto anni per chi era già stato colpito da analogo provvedimento. I soggetti dovranno anche presentarsi negli uffici della Polizia Giudiziaria (provvedimento che va confermato dal Gip) mezz'ora dopo l’inizio e mezz'ora prima della fine di ogni partita di calcio dell'Inter.

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