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San Zalone 'Tolo Tolo' per le feste di Medusa

01 luglio 2019 | 15.50
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Il listino 2019/2020 conferma la vocazione per la commedia della società di distribuzione, in arrivo anche Ficarra & Picone, Aldo Giovanni e Giacomo e Walter Veltroni regista, un sequel per '10 giorni senza mamma'

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Checco Zalone sul set di 'Tolo Tolo'

Il calendario 2020 di Medusa si aprirà, l'1 gennaio, con San Zalone, di ritorno sugli schermi dopo la lunga pausa seguita al 'Quo vado' del 2016: Checco questa volta, oltre a interpretare il film, firma tutto, sceneggiatura e regia, per la prima volta dunque senza il regista Gennaro Nunziante, che ha confezionato i sui primi quattro film. Zalone 'solo solo' insomma, anzi 'Tolo Tolo' come recita il titolo del nuovo film, storpiatura infantile appunto di 'solo solo'. 'Tolo Tolo' è girato in Africa e punta la macchina da presa, come le precedenti pellicole di Zalone, sui difetti degli italiani. L'offerta per le prossime feste di Medusa, fra Natale, capodanno e Befana si completa con un altro ritorno, quello di Ficarra & Picone dopo 'L'ora legale' del 2017, in sala dal 12 dicembre con la vicenda di un prete e di un ladro, in attesa di titolo, che tornano indietro nel tempo, all'anno zero, alla nascita di Gesù. Medusa vara il listino per quel che resta del 2019 e, per quanto possibile, per il 2020, forte di "una stagione per noi estremamente positiva", come l'ha definita l'ad Giampaolo Letta, che fra il dicembre 2018 e il giugno 2019 ha visto le sette uscite in sala fruttare il terzo posto fra le società italiane di distribuzione con 24,5 mln di euro di incassi, pari al 6,5% del mercato, con il natalizio 'Amici come prima' in vetta agli incassi (8.241.609 euro) e '10 giorni senza mamma', uscito a inizio febbraio, primo per numero di spettatori (1.240.000). Pur con meno spettatori di quest'ultimo, 'Amici come prima' è in vetta agli incassi grazie al prezzo pieno praticato dai cinema a Natale. I risultati di ieri confermano, per ora, le scelte di domani di Medusa, che continua a puntare sulla commedia ma non rinuncia a 'testare' altri generi, come in 'L'uomo del labirinto' di Donato Carrisi, in sala dal 30 ottobre prossimo, e in 'Una femmina' di Francesco Costabile che dovrebbe uscire a febbraio 2020.

In 'L’uomo del Labirinto' Carrisi traspone il suo romanzo omonimo, come già fece per il suo esordio con 'La ragazza nella nebbia', firma regia e sceneggiatura e si affida Toni Servillo. Nel cast anche Dustin Hoffman, valido passaporto per altri mercati. Inutile dire che anche qui tutto ruota intorno a una ragazza scomparsa. Non vittima ma protagonista la figura femminile al centro di 'Una femmina', primo lungometraggio di Costabile che ha alle spalle una lunga serie di doc e corti, la sedicenne Rosa in cerca di vendetta per l'uccisione della madre, uccisa dai suoi stessi parenti perchè diventata collaboratrice di giustizia. Alla base del film il libro di Lirio Abate, fra gli sceneggiatori, 'Fimmine ribelli. Come le donne salveranno il paese dalla n'drangheta'. Thriller e impegno civile lasciano poi spazio, tutto lo spazio, alla commedia, con anche un po' di tristezza e tanto affetto in un doc di omaggio a Carlo Vanzina, il regista scomparso l'8 luglio dello scorso anno, con il titolo 'Carlo Vanzina - Il cinema è una cosa meravigliosa', firmato da Antonello Sarno, sperimentato autore di cinema sul cinema. Commedia, dunque, nella convinzione, corroborata dalle cifre, che sia una strada ancora fruttuosa, tanto da percorrerla anche con Walter Veltroni, come regista di 'Quando' dal suo omonimo libro, storia di Giovanni (Claudio Bisio) caduto in coma il giorno dei funerali di Enrico Berlinguer e risvegliatosi nell'Italia di oggi, in sala nel 2020. A inizio ottobre, intanto, 'Tuttapposto' proporrà la storia tutta da ridere di un'università devastata da nepotismo e raccomandazioni, firmata da Gianni Costantino e interpretata da Roberto Lipari, con Luca Zingaretti nel ruolo di padre del protagonista e rettore dell'università. Per scardinare il 'sistema' il protagonista inventa un'app che consente di dare il voto ai docenti e renderlo pubblico.

In listino c'è poi un doppio Brizzi: il regista e romanziere firma, in uscita a metà ottobre, la commedia sentimentale 'Se mi vuoi bene', anche in questo caso da un libro suo, con un cast che sembra un'antologia, con qualche aggiunta, di glorie della commedia made in Italy: Claudio Bisio, Sergio Rubini, Flavio Insinna, Lucia Ocone, Maria Amelia Monti, Gianmarco Tognazzi, Dino Abbrescia, Susy Laude, Lorena Cacciatore, Elena Santarelli, Valeria Fabrizi, Memo Remigi. Secondo titolo di Brizzi, in sala nella seconda metà del 2020, 'La mia banda suona il pop', dove 'vecchi arnesi' della musica italiana sono richiamati in servizio da un oligarca russo che però da loro non vuole solo note. Anche in questo caso il cast è più che sperimentato, con Christian De Sica, Diego Abatantuono, Angela Finocchiaro e Paolo Rossi. Richiamati in servizio, dopo 'Fuga da Reuma Park' del 2016, anche Aldo, Giovanni e Giacomo, nelle sale a fine gennaio 2020 con 'Odio l'estate', con Massimo Venier che torna a dirigerli, con Massimo ranieri e Michele Placido fra i compagni di cast, e una storia di estranei costretti dal destino a condividere la stessa casa per la durata delle vacanze. Molti i nomi che si sovrappongono da un titolo all'altro: Bisio raddoppia con 'Quando' e 'Se mi vuoi bene'. De Sica è uno e trino nel listino Medusa: attore in 'La mia banda suona il pop', interpreta anche 'Sono solo fantasmi' una sorta di 'Ghostbusters' in salsa napoletana del quale firma pure la regia, affiancato da Carlo Buccirosso e Gianmarco Tognazzi (quest'ultimo anche in 'Se mi vuoi bene'). Torna due volte anche Diego Abatantuono, oltre che in 'La mia banda suona il pop' nell'ultimo titolo, per ora, del listino ovvero '10 giorni con Babbo Natale', sequel di '10 giorni senza mamma', diretto anche questo da Alessandro Genovesi e con Fabio De Luigi e Valentina Lodovini. Tanti i veterani nei titoli di Medusa, segno anche della difficoltà di individuare giovani talenti: "L'età media degli interpreti è abbastanza alta - ammette Letta - molti dei nostri titoli hanno un certo peso, un certo costo e quindi richiedono dei pesi massimi. Certo trovare dei giovani in grado di 'reggere' un film non è facile. Adesso i giovani emergono, a costo zero, grazie al web e questo avviene molto, troppo velocemente, tanto che non riescono a consolidare il loro rapporto con il pubblico".

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