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Sanità: allarme di Msf, gravi lacune in cure Tbc resistente

30 ottobre 2014 | 19.41
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Pratiche e politiche obsolete, insieme a gravi lacune nelle cure della tubercolosi farmaco resistente, "stanno alimentando una crisi di salute pubblica". Lo afferma Medici Senza Frontiere (Msf) nel nuovo rapporto 'Out of Step', pubblicato oggi in occasione della 45esima Conferenza Mondiale sulla Salute Polmonare. Sulla base di uno studio condotto in otto Paesi con elevata prevalenza di tubercolosi, Msf rivela che gli sforzi per tenere sotto controllo l’epidemia sono ormai pericolosamente obsoleti rispetto alle raccomandazioni internazionali e alle migliori pratiche esistenti, lasciando che le forme farmaco-resistenti di tubercolosi si diffondano senza sosta.

Msf rivolge un appello ai governi, ai donatori e all'industria farmaceutica perché agiscano immediatamente, usando qualsiasi mezzo disponibile per accrescere la risposta alla crisi e fronteggino l’ulteriore incremento della resistenza ai farmaci convenzionali. "Non c’è tempo per la noncuranza: in alcuni stati dell’ex Unione Sovietica, Msf diagnostica la tubercolosi multi resistente ai farmaci (MDR-TB) in più di una persona su tre che in passato non era mai stata curata per la tubercolosi. A Mumbai, in India, la trasmissione primaria dei ceppi farmaco resistenti sta verosimilmente dirigendo l’epidemia in zone ad alto rischio, come le baraccopoli, e gruppi vulnerabili come le persone affette da Hiv", sostiene Petros Isaakidis, medico epidemiologo di Msf India.

"La tubercolosi farmaco resistente è un disastro creato dall’uomo - prosegue - frutto di anni di negligenza e amplificato da una risposta lenta e frammentaria. I Paesi devono aumentare i propri sforzi per ottimizzarne la cura secondo le linee guida internazionali e cogliere l’opportunità offerta dai nuovi strumenti per rafforzare e accelerare la lotta contro la tubercolosi. Gli ultimi dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità mostrano che meno di un terzo dei pazienti affetti da tubercolosi multi-resistente stimati in tutto il mondo viene diagnosticato e solo uno su cinque riceve un trattamento adeguato. Le lacune nelle cure alimentano la diffusione della tubercolosi farmaco- resistente da persona a persona".

In alcuni Paesi, la tubercolosi multi-resistente ai farmaci viene diagnosticata in circa il 35% dei nuovi malati di tubercolosi, un segnale che si riscontra anche negli ospedali di Msf. Il rapporto rivela cinque lacune fondamentali nella risposta alla tubercolosi, che stanno costando la vita di molte persone: difficoltà di accesso ai test per la resistenza ai farmaci, un numero sempre crescente di persone affette da tubercolosi farmaco resistente lasciate prive di cura, il continuo utilizzo di modelli di trattamento obsoleti e costosi, accesso limitato a farmaci nuovi o riadattati e gravissime carenze di finanziamenti.

E ancora: cinque su otto dei Programmi nazionali per la tubercolosi hanno finanziamenti seriamente limitati. Tra questi, Kenya, Myanmar e Zimbabwe hanno a disposizione meno del 50% dei fondi necessari. A più di un anno dalla loro introduzione, i nuovi e promettenti farmaci contro la tubercolosi farmaco-resistente (DR-TB) non sono accessibili alla maggior parte dei pazienti e in nessun Paese tra quelli presi in esame sono disponibili la bedaquilina e il delamanid per l’utilizzo standard.

"È giunto il momento che l’impegno nella ricerca e sviluppo sulla tubercolosi abbia la priorità e sia finanziato in modo da assicurare che diagnosi e trattamenti salvavita raggiungano rapidamente le persone che ne hanno disperatamente bisogno", dichiara Grania Brigden, consulente per la tubercolosi della Campagna per l’Accesso ai Farmaci di Msf, organizzazione che nel 2013 ha trattato 29.900 pazienti affetti da tubercolosi in tutto il mondo.

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