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Sanita': Anaao pronta a contenzioso legale su orario lavoro medici

21 febbraio 2014 | 16.11
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Roma, 21 feb. (Adnkronos Salute) - L'Anaao Assomed è pronta al contenzioso legale per tutelare il rispetto degli orari di lavoro. Ad annunciarlo è il segretario nazionale del sindacato della dirigenza medica del Servizio sanitario nazionale, che spiega: "I dirigenti medici e sanitari italiani hanno la concreta possibilità di intraprendere un'azione legale per il risarcimento dei danni derivanti dalla lesione di diritti previsti dalla Direttiva europea".

Secondo Troise, "era inevitabile e prevedibile, dopo l'immobilismo del Governo italiano, nonostante le assicurazioni in merito fornite dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin, il verdetto della Commissione europea che ha deferito l'Italia alla Corte di Giustizia europea per non aver applicato, ai medici e dirigenti sanitari del Ssn, la direttiva che prevede il limite di 48 ore per l'orario lavorativo medio settimanale e il diritto a periodi minimi di riposo giornaliero corrispondenti a 11 ore consecutive".

E ancora: "Quanto costerà ai cittadini italiani - si chiede Troise - l'insipienza e la arroganza di Regioni e direttori generali che, sul mancato rispetto delle regole e nella indifferenza alla qualità delle cure, hanno fondato una fallimentare cultura gestionale?".

L'Anaao Assomed, che rivendica "il merito di aver promosso, anni or sono, questa battaglia di civiltà", chiede al nuovo Governo di "evitare all'Italia una inutile umiliazione, adeguandosi con urgenza alla normativa europea, pronta comunque, per parte sua, a sostenere l'immenso contenzioso legale che sarà intrapreso per il diritto dei medici a curare e dei cittadini ad essere curati in condizioni organizzative improntate a standard di sicurezza europei".

Per Troise, infatti, la vicenda "riveste un interesse generale, visto che la letteratura scientifica internazionale collega direttamente la deprivazione del riposo e gli orari prolungati di lavoro dei medici ad un netto incremento degli eventi avversi e del rischio clinico per i pazienti. Pertanto, la salvaguardia della integrità psico-fisica degli operatori assume, nel settore sanitario, un'importanza che va ben oltre il mero ambito contrattuale o l'interesse particolare di una categoria professionale, coinvolgendo il tema della sicurezza delle cure e quindi la tutela della salute dei cittadini che si rivolgono alle strutture ospedaliere".

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