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Sanita': chirurghi Gb contro orari lavoro direttiva Ue, giovani impreparati

14 aprile 2014 | 13.40
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Roma, 14 apr. (Adnkronos Salute) - Secondo un rapporto sullo stato delle cure ospedaliere e la formazione dei giovani medici inglesi promosso dal Royal College of Surgeons, la direttiva Ue sull'orario di lavoro dei medici che lavorano nel servizio sanitario pubblico "ha avuto conseguenze disastrose sul personale medico, soprattutto giovane e meno tutelato, finendo per mettere a rischio la salute dei pazienti come testimoniano errori e i casi di malasanità accaduti di recente", sottolineano i chirurghi.

La direttiva - ricorda il 'Telegraph' - ha stabilito il limite di 48 ore settimanali per l'orario lavorativo medio e il diritto a periodi minimi giornalieri di riposo di 11 ore consecutive. Dal primo agosto 2009, il limite di 48 ore si applica anche ai dottori in formazione, mentre i periodi minimi di riposo si applicavano anche a questa categoria in tutti gli Stati dell'Ue già dal primo agosto 2004. "La rigidità di queste regole sta generando molti problemi - denunciano però i chirurghi inglesei - C'è una pressione implicita sui medici più giovani a mentire sulle ore di lavoro, per evitare che superino i limiti". E sono proprio "i giovani medici a pagare di più: chi si sta formando in ospedale si trova spesso in difficoltà, spostato da un team all'altro o senza più un tutor da seguire. Inoltre, se il medico va oltre l'orario previsto, c'è la possibilità di multa, con il rischio che l'ospedale finisca sotto inchiesta e ci rimetta molti soldi. Con conseguenze inevitabili, come la riduzione del personale e delle attività".

"A perderci - conclude il report - è sempre la cura del paziente che si ritrova spesso con diversi camici bianchi indaffarati che ne seguono il decorso, senza un punto di riferimento vero e proprio".

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