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Sanita': da psichiatri 'road map' per superare Opg e rilanciare cure pazienti (2)

12 marzo 2014 | 13.37
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(Adnkronos Salute) - "È bene chiarire - continua il presidente Mencacci - che l’intervento dello psichiatra e dei servizi sanitari in generale non è 'sociale' ma diagnostico e terapeutico, cioè rivolto alla difesa e al trattamento delle persone con patologie e solo con risvolti indiretti di difesa sociale, compito del sistema giudiziario. È indispensabile il confronto e il dialogo tra gli operatori dei due ambiti per la realizzazione concreta di questi programmi terapeutici che garantiscano la sicurezza della cura".

"Uno dei punti rilevanti dell’attribuzione alla sanità della funzione di esecuzione delle misure di sicurezza - aggiunge Enrico Zanalda, segretario della Sip e direttore del Dipartimento di salute mentale dell’Asl Torino 3 - è che rimangano percorsi di cura. Sosteniamo che si passa dalla misura di sicurezza alla sicurezza della cura, ovvero un percorso di cura vincolato che può iniziare in carcere, proseguire nelle Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems), nelle strutture territoriali della salute mentale fino al domicilio, in rapporto alla salute del soggetto e alla sua collaborazione".

Infine, secondo Emilio Sacchetti, presidente eletto della Sip e ordinario di Psichiatria dell'Università di Brescia "c'è anche un problema di formazione e omogeneità di valutazione da parte dei consulenti tecnici d’Ufficio (o periti) che dovrebbero conoscere e collaborare con i dipartimenti di salute mentale - conclude - per l’individuazione dei programmi residenziali o domiciliari di trattamento più adeguati da proporre al giudice".

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