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Sanita': FI-Pdl su Opg, astenuti per disagio ulteriore rinvio chiusura

24 aprile 2014 | 16.25
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Roma, 24 apr. (Adnkronos Salute) - "L'astensione del gruppo dei senatori di Forza Italia sul provvedimento del Governo per l'ennesimo rinvio (il terzo) della chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari nasce da un sentimento di forte disagio nel vedere le istituzioni da una parte dichiarare fallimento rispetto ad una vergogna nazionale qual è la realtà di strutture ottocentesche che non garantiscono cure idonee a persone affette da gravi patologie e che attendono da tempo risposte concrete. Dall'altra parte, da verder usare un argomento che dovrebbe risvegliare le coscienze attraverso atti coerenti e concreti, alla stregua di uno spot elettorale". Lo chiarisce Luigi d'Ambrosio Lettieri, capogruppo Pdl-Fi nella Commissione Igiene e Sanità del Senato.

"Avevo fortemente auspicato - dice il senatore - che la data di chiusura degli Opg, spostata già al 1 aprile del 2014 e individuata come termine ultimo per gli adempimenti necessari, non venisse ulteriormente differita e fosse tempestivamente effettuato, da parte del ministero, un particolare monitoraggio sulle attività delle Regioni in merito alle strutture specializzate alternative ai manicomi che devono accogliere i pazienti, ai programmi per la cura ed al loro possibile reinserimento sociale".

Invece, continua il senatore, "devo constatare che neanche il pronunciamento della Corte costituzionale e i richiami del presidente della Repubblica, anche sulla base del lavoro della Commissione, contenuti nel messaggio di augurio di fine anno 2012, nel quale ha definito i manicomi criminali 'un autentico orrore, indegno di un Paese appena civile', hanno dato i risultati sperati. La malattia mentale può rappresentare, in determinati casi, un elemento di elevata pericolosità per la sicurezza delle altre persone e della comunità, ma non solo non può giustificare in alcun modo pratiche disumane, ma diventa un motivo in più per offrire soluzioni adeguate nel pieno rispetto della persona. L'assenza di strutture intermedie non può in alcun modo diventare una giustificazione. Semmai è un'aggravante".

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