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Sanita': geriatra, malati Alzheimer i piu' a rischio per crisi e tagli

06 giugno 2014 | 14.22
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Milano, 6 giu. (Adnkronos Salute) - Lo spettro della crisi incombe sull'assistenza ai malati di Alzheimer, tra le fasce di pazienti che rischiano di pagare di più le conseguenze delle coperture economiche che si restringono. E' l'allarme lanciato da Marco Trabucchi, presidente dell'Associazione italiana di psicogeriatria, che oggi a Pistoia ha aperto il V Congresso nazionale sui Centri diurni Alzheimer. "La verità è una sola - dichiara in una nota - Nella spending review generale i malati di Alzheimer sono tra i più a rischio. Il budget nazionale per assisterli è sparito, i comuni non hanno risorse per il welfare e il fondo sanitario si è dissolto. I servizi leggeri come i Centri Diurni sono perciò tra i più colpiti".

Pazienti in "vertiginoso aumento" e risorse in calo: la preoccupazione del geriatra. "La scienza ci dice che fino al 2025 non sono all'orizzonte terapie per l'Alzheimer - avverte Trabucchi - Quindi, come ha suggerito anche il presidente Usa Obama, è necessario cercare di ridurre sofferenze e fatiche di pazienti e famiglie con modelli adeguati di assistenza, che permettano una vita decente per i prossimi 10 anni". I Centri diurni, continua, "hanno mostrato doppia efficacia: offrono agli anziani non autosufficienti la possibilità di vivere a casa e consentono alle famiglie una vita meno tragica. Però l'area è critica, costosa, di difficile organizzazione. Per questo non è mai stata presa in seria considerazione e le poche strutture esistenti riescono a operare solo grazie a vari contributi. In alcune regioni sono tutte a carico del sistema sanitario, in altre contribuiscono anche gli utenti".

La questione, riflette, "è delicata perchè la crisi che si è abbattuta su milioni di famiglie induce spesso a ritirare il paziente dal Centro diurno. Fenomeno già molto vistoso nelle Rsa". E' in crisi pure il sistema badanti: "In giro c'è disoccupazione e le famiglie preferiscono affidare gli anziani a parenti rimasti a casa. Così restano senza lavoro anche le badanti, che in effetti stanno diminuendo. Nel breve periodo il sistema assistenziale non ha possibilità di rispondere alla domanda di questi servizi. Chi potrà permetterselo dovrà ancora ricorrere alle badanti che, peraltro, in questi anni hanno garantito un'assistenza dignitosa".

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