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Sanità, gruppi Rocca e Rotelli alleati per acquisire Ieo e Monzino

26 gennaio 2017 | 10.45
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L'Istituto europeo di oncologia di Milano (Fotogramma)

Una manifestazione d'interesse congiunta al Cda dell'Istituto europeo di oncologia (Ieo) - l'Irccs fondato da Umberto Veronesi - e del Centro cardiologico Monzino di Milano. A presentarla la settimana scorsa - apprende l'AdnKronos Salute - sono stati due grandi gruppi della sanità privata italiana: quello di Gianfelice Rocca, presidente dell'Istituto clinico Humanitas, e il gruppo ospedaliero San Donato della famiglia Rotelli.

A quanto si apprende, i promotori dell'operazione sostengono la volontà di valorizzare il patrimonio scientifico dei due Irccs Ieo e Monzino - cresciuti sotto l'ala di Umberto Veronesi, il grande oncologo morto l'8 novembre scorso nella sua casa milanese alla soglia dei 91 anni - proiettandolo in una dimensione internazionale grazie alla creazione di due poli: uno oncologico con l'Humanitas e uno cardiovascolare con il gruppo ospedaliero San Donato guidato da Paolo Rotelli.

Un''alleanza' che, quindi, allo stesso tempo consoliderebbe anche le vocazioni dei due gruppi, per quello che viene definito un grande progetto clinico e scientifico in grado di portare Milano e la sanità milanese nel mondo.

Proprio il 24 gennaio, in occasione dell'inaugurazione del terzo anno accademico dell'Humanitas University, Rocca aveva parlato dell'imminenza di investimenti volti alla crescita del gruppo, spiegando il senso di questa strategia.

"Noi siamo pronti a investire ulteriormente per crescere in una competizione mondiale", aveva risposto ai giornalisti che gli chiedevano se fossero in programma nuovi investimenti, dopo l'acquisizione della casa di cura San Pio X di Milano lo scorso anno. "Noi siamo convinti - aveva aggiunto - che per competere nel mondo le dimensioni debbano crescere. Bisogna creare delle grandi istituzioni, più grandi di quelle che abbiamo attualmente, attraverso anche acquisizioni e fusioni. Per poter competere in particolare nel campo della lotta contro il cancro - aveva concluso - occorre un'istituzione in grado di catturare fondi internazionali e talenti, e di attrarre gli interessi dell'industria farmaceutica. Quindi è importante crescere e questo è un bisogno assoluto".

L'alleanza che si profila sarebbe "una cosa positiva per Milano e per il gruppo. Papà ne sarebbe felice". Paolo Veronesi, figlio dell'oncologo Umberto, esprime così all'AdnKronos Salute "l'opinione mia e della mia famiglia" sulla possibile operazione.

"Mettere Milano al centro del panorama scientifico e dell'assistenza sanitaria a livello internazionale è sempre stato il sogno di papà - ricorda il presidente della Fondazione Umberto Veronesi e direttore della Divisione di senologia chirurgica dell'Ieo - Un sogno che a un certo punto si è interrotto e che ora credo trovi tutte le possibilità di realizzarsi. Già anni fa - confida - papà aveva manifestato a Rocca i suoi progetti e il suo desiderio, e gli aveva chiesto di dargli una mano".

Anche Paolo ha avuto modo di discutere con gli attori in campo: "Ho parlato con tutti gli interlocutori - afferma - Ho incontrato sia Rocca sia la famiglia Rotelli. Credo possa essere una cosa positiva", ribadisce. Come Ieo "già siamo il più grande polo oncologico italiano - osserva - e, mettendo insieme numeri e forza di investimento" con Humanitas "lo diventeremmo anche a livello internazionale. Stessa cosa sul fronte cardiologico", per il Monzino insieme al gruppo ospedaliero San Donato. "Non ci sarebbero più rivali".

Dal canto suo, il gruppo Ieo-Monzino comunica che la proposta di Humanitas e San Donato "non è stata né sollecitata, né concordata, né condivisa preventivamente con il proprio management e con il proprio Consiglio di amministrazione, che si riserva ogni determinazione in merito".

Per il presidente Carlo Buora, e l'amministratore delegato Mauro Melis, "lo smembramento del gruppo a favore dei due concorrenti generalisti, entrambi a controllo familiare, rappresenterebbe un gravissimo danno al perseguimento delle finalità medico-scientifiche dei due centri d'eccellenza, che rappresentano un 'unicum' nel campo della sanità privata italiana, anche in termini di 'best practices'". I vertici del gruppo ricordano che "lo statuto dell'Ieo prevede che i margini reddituali vengano destinati a programmi di ricerca", e sostengono che "la concentrazione e l'impoverimento di offerta che si verrebbe a creare con la perdita dell'autonomia e dell'indipendenza del gruppo Ieo andrebbe certamente a discapito delle opzioni disponibili ai cittadini". Ciò premesso, "la proposta avanzata dai gruppi Humanitas e Policlinico San Donato verrà comunque esaminata e approfondita nel corso di un prossimo Consiglio di amministrazione dell'Istituto".

I direttori scientifici dell'Ieo, Roberto Orecchia, e del Monzino, Elena Tremoli, dicono sì alle sinergie fra diversi centri di ricerca, ma conservando l'indipendenza come valore e "condizione necessaria". Osserva Orecchia: "Il cancro è un problema globale e come tale va affrontato, in un'ottica di network di collaborazioni a livello nazionale e internazionale, superando le logiche localistiche. Questo è quello che il professor Umberto Veronesi ci ha trasmesso e che noi ci impegniamo a realizzare in un Istituto che mantenga la propria indipendenza". Per Tremoli, "non è necessario che vi siano acquisizioni di istituti affinché si realizzi la necessaria e vitale collaborazione in ambito di ricerca sia clinica che scientifica". Perché "a tal fine sono assai più importanti le sinergie che nascono tra i leader del settore".

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