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Sanita': in Ue epatiti virali uccidono 10 volte piu' dell'Hiv

11 aprile 2014 | 11.22
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Londra, 11 apr. (Dall'inviata dell'Adnkronos Salute Lucia Scopelliti) - Più letali dell'Hiv. Nell'Unione europea le epatiti virali causano 10 volte più morti del virus dell'Aids. E' quanto emerge dal Global Burden of Disease Study 2010, i cui risultati sono stati annunciati per la prima volta oggi a Londra in occasione del Congresso internazionale sul fegato, meeting annuale dell'Easl (European Association for the Study of the Liver) arrivato alla 49esima edizione. Secondo le stime, ai virus dell'epatite C e B, insieme, sono imputabili circa 90 mila decessi registrati nell'Unione europea nel 2010 (57 mila vittime dell'Hcv e 31 mila dell'Hbv), contro i poco più di 8 mila morti per Hiv/Aids.

Lo studio è la versione più recente di un'ampia ricerca epidemiologica finanziata dalla Fondazione di Bill e Melinda Gates e coordinata dall'Institute for Health Metrics and Evaluation all'università di Washington. Oggi ad allarmare di più gli specialisti dell'Ue è dunque lo spettro delle epatiti virali e il Global Burden of Disease Study 2010, spiega Laurent Castera del Dipartimento di epatologia dell'Hôpital Beaujon di Parigi e vice segretario dell'Easl, "sta offrendo un contributo per la comprensione delle priorità sanitarie, presenti e future, per i diversi Paesi e l'intera comunità".

Innegabilmente, continua l'esperto, "l'Hiv/Aids rimane un punto chiave per la salute globale, ma la più alta mortalità delle epatiti virali in Ue implica che adesso l'Hcv e l'Hbv debbano essere chiaramente collocate in cima alla lista delle priorità globali e locali. Servono risorse aggiuntive per prevenire, diagnosticare e trattare le epatiti, per affrontare questi squilibri nelle maggiori cause prevenibili di morte". Si stima che fino all'85% dei pazienti non riesca a eliminare il virus dall'organismo e "sviluppi epatite C cronica che può portare a cirrosi e cancro del fegato - spiega Graham Foster della Queen Mary University of London - ma il problema non è nei radar. Dobbiamo fare più test perché adesso abbiamo la possibilità di curare la malattia grazie ai nuovi farmaci". (segue)

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