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Sanita': italiani ai tempi della crisi, curare denti? Meglio lo smartphone

10 maggio 2014 | 12.29
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Milano, 10 mag. (Adnkronos Salute) - Curare i denti? No, meglio lo smartphone. Gli italiani ai tempi della crisi cambiano stili di vita e scelte di spesa. E se da un lato l'Austerity impone sacrifici - in un anno 6,3 milioni di persone hanno rinunciato a prestazioni odontoiatriche per motivi economici e 900 mila per altre ragioni, secondo dati diffusi dal Censis - sulla fuga dallo studio del dentista incide anche l'evoluzione della 'lista di priorità' delle famiglie. E' il quadro che emerge oggi dal quinto Workshop di economia in odontoiatria, organizzato dell'Andi-Associazione nazionale dentisti italiani a Cernobbio (Como).

E' Stefano Micelli, docente di Economia aziendale all'università Ca' Foscari di Venezia, a segnalare questa tendenza a mettere in primo piano i consumi tecnologici. Spesso e volentieri, osserva, si spende "per l'iPhone", piuttosto che per le cure dentali. Le famiglie che fanno i conti con la riduzione dei redditi reali, cambiano il loro paniere di acquisti e, di fronte alla scelta su cosa finanziare con le loro risorse, assumono la ratio 'spendere meno ma spendere meglio', evidenzia Francesco Maietta, responsabile delle Politiche sociali del Censis. Questo si traduce in "tagli a sprechi ed eccessi e una nuova sobrietà che però non implica la rinuncia alla qualità per alcuni beni e servizi". In questo contesto si inserisce anche la fuga dalla sanità, con l'odontoiatria che è uno degli epicentri: rispetto all'epoca pre-crisi, "crollano in generale le visite odontoiatriche nel periodo 2005-2012 di quasi 900 mila unità (-23,1%). Una fuga che coinvolge in particolare il ceto medio". (segue)

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