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Sanita' Lazio: laboratori privati preoccupati per accorpamenti

10 aprile 2014 | 14.09
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Roma, 10 apr. (Adnkronos Salute ) - Un 'no' deciso all'ipotesi di aggregazione dei laboratori privati del Lazio che potrebbe arrivare con un decreto della Regione. E' quello che vogliono ribadire oggi, in un incontro a Roma alle ore 15, l'Ordine nazionale dei biologi (Onb), i sindacati di categoria e i titolari delle 300 strutture del Lazio interessate dal provvedimento. "Obbligare i laboratori privati ad aggregarsi in consorzi non è un risparmio per il Sistema sanitario regionale - afferma all'Adnkronos Salute Ermanno Calcatelli, presidente dell'Ordine nazionale dei biologi - la Regione Lazio vorrebbe approvare un decreto che va in queste direzione, come già accaduto in Campania, il rischio è che da 300 laboratori ci ritroveremo con un terzo delle strutture".

Secondo Calcatelli "aggregarsi significa puntare solo sul profitto e questa è una scelta molto dannosa per la professione. Tutto parte dalle linee guida dell'Agenas - ricorda il presidente dei biologi - successivamente c'è stato un parere della Conferenza Stato-Regioni spacciato per legge, ma non c'è una normativa di riferimento. La spinta - conclude - è quella di non aver più a che fare con tanti laboratori ma con poche strutture".

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