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Sanita': Lorenzin, correggere sistema anche prima di riforma Titolo V

12 giugno 2014 | 14.40
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Sesto Fiorentino, 12 giu. (Adnkronos Salute) - "Dopo 14 anni penso che abbiamo la maturità e la capacità di correggere le cose che non vanno: va benissimo la responsabilizzazione a livello regionale, ma ci vuole una visione complessiva delle politiche della salute e del farmaco che, scusate, non va alle Regioni. Non si può aspettare l'implementazione delle riforme costituzionali che hanno i loro tempi: il sistema non può aspettare, alcune cose vanno fatte ora senza attendere la riforma". A evidenziarlo il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, intervenendo a un convegno nella sede Eli Lilly di Sesto Fiorentino.

"La salute - assicura Lorenzin - è un obiettivo primario di questo governo, dell'Italia e dell'Europa. A differenza di altri, io non ho una visione settoriale del comparto, ma ritengo che il sistema salute stia all'interno di una visione più ampia e globale della società, che comprende ricerca, lavoro, ambiente, innovazione, e appunto la salute dei cittadini. Dopo la riforma del Titolo V abbiamo avuto un aumento spropositato della spesa pubblica e anche quella sanitaria è andata fuori controllo. Metà Italia è stata commissariata e la politica è continuata a essere quella dei tagli con l'accetta. Quando sono arrivata ho detto basta, la 'mucca' era stata talmente spremuta che non abbiamo più garantito i Lea, c'è una sperequazione in cui si la differenza nell'assistenza è in base al luogo dove si nasce".

Lorenzin ha anche ribadito che "le politiche sanitarie le deve fare il ministro della Salute, non quello dell'Economia". E per quanto riguarda le industrie farmaceutiche, "ci deve essere certezza regolatoria, poche norme severe ma stabili, senza il pregiudizio di fondo che a volte c'è stato. L'Italia nonostante la crisi è rimasta competitiva, abbiamo avuto una fortissima capacità di export perchè le aziende hanno saputo investire in innovazione e ricerca. Dobbiamo sostenere questo sforzo con politiche fiscali adeguate che incentivino il lavoro e soprattutto gli investimenti".

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