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Sanita': Msf, il punto a 3 mesi dal tifone nelle Filippine, ripresa lontana

07 febbraio 2014 | 19.30
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Roma, 7 feb. (Adnkronos Salute) - A tre mesi dal tifone Haiyan che ha devastato le Filippine coinvolgendo 16 milioni di persone, le équipe di emergenza di Medici Senza Frontiere (Msf) testimoniano che sebbene lo sforzo degli aiuti stia procedendo bene, la ripresa del Paese richiederà ancora molto tempo. "I rifiuti che riempivano le strade subito dopo il tifone sono stati rimossi quasi completamente - dice Foura Sassou Madi, capo missione a Tacloban, dove Msf all’indomani del tifone ha realizzato un ospedale gonfiabile tuttora attivo - Elettricità e acqua sono disponibili, i negozi, gli uffici e le scuole sono aperti. Si stanno ricostruendo alcune case e realizzando ripari temporanei per chi la propria casa l’ha persa".

"Sebbene le persone stiano cercando di tornare alla normalità, iniziano a realizzare che quella normalità non esiste più", racconta Alexander Buchmann, coordinatore dell’emergenza a Guiuan, dove Msf gestisce un ospedale di tende con 60 posti letto e sta costruendo un nuovo ospedale temporaneo che verrà consegnato al ministro della salute locale. "A Guiuan, non c’è nessuno che non sia stato colpito dal tifone. Queste ferite richiederanno un lungo tempo per guarire". In questi tre mesi di azione Msf nelle Filippine, i bisogni medici sono cambiati, la situazione sanitaria si sta stabilizzando. "C’è ancora un legame tra alcuni dei casi che trattiamo e il tifone - spiega Buchmann. Stiamo curando un gran numero di infezioni respiratorie e della pelle. Vediamo pazienti in condizioni croniche che hanno perso le loro medicine. E poi ci sono i problemi di salute quotidiani: le persone non smettono di ammalarsi solo perché le loro vite sono state stravolte da un disastro naturale".

Da quando il tifone ha colpito le Filippine le équipe di Msf, spostandosi con barche, elicotteri, aerei o via terra, hanno fornito cure mediche e assistenza in alcune delle aree più coinvolte. Negli ultimi tre mesi sono stati effettuati 81.261 consulti medici, ricoverato 1.639 persone in ospedale, effettuato 516 operazioni chirurgiche, assistito la nascita di 589 bambini e distribuito 94.033 kit di aiuti, compresi acqua potabile, cibo, materiali per costruire ripari e barche, reti anti-zanzara, kit igienici e kit da cucina. L'ospedale gonfiabile di oltre 400 metri quadrati, realizzato dopo il tifone per fornire assistenza sanitaria ed effettuare interventi chirurgici, è ancora attivo. Oggi l’équipe medica di Msf a Tacloban tratta soprattutto persone che si sono ferite cercando di ricostruire le loro case. "Vediamo molte lacerazioni delle unghie e ferro galvanizzato sulle mani e sui piedi" spiega la dottoressa Emma Clark, medico di emergenza a Tacloban. "Ho anche avuto due pazienti con gravi bruciature elettriche per aver portato ferro galvanizzato che era venuto in contatto con fili elettrici sospesi". (segue)

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