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Sanita' Piemonte: al via progetto screening patologie infettive nei Serd

08 aprile 2014 | 13.11
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Torino, 8 apr. (Adnkronos Salute) - La Regione Piemonte, prima in Italia, ha finanziato e avviato il progetto 'Screening patologie infettive nei Serd (Servizi per le dipendenze, ndr) piemontesi'. Coordinato dalla Direzione Sanità, il progetto, partito a dicembre 2013, è finalizzato a elaborare le 'Raccomandazioni cliniche sugli screening per patologie infetttive' di riferimento per tutti i Serd piemontesi e somministrare, nelle singole sedi, il test sierologico per Hiv rapido nei soggetti 'refrattari', la cosiddetta 'hard to contact population'. Obiettivo dell'iniziativa, la diagnosi precoce e il tempestivo avvio alle cure, aumentando i test infettivologici effettuati presso i Serd, fino a testare entro 2 anni il 100% dei nuovi utenti e il 90% dei soggetti già in carico, perseguendo l'incremento annuale del 30% di soggetti vaccinati per Hbv (epatite B) nella popolazione a rischio, sino a raggiungere il 90% (Linee di indirizzo Piano di azione regionale dipendenze 2012-2015). Nel progetto sono coinvolti i medici infettivologi dei SerD di tutta la regione.

"La strategia vincente per raggiungere l'obiettivo programmato è di aumentare il grado di accettabilità del test Hiv per identificare precocemente i soggetti infetti e, se necessario, sottoporli ad adeguate terapie antivirali - commenta il direttore regionale della Sanità, Sergio Morgagni - Per questo intendiamo aumentare la diffusione di strumenti semplici, maneggevoli, di facile accesso e quindi ampiamente accettabili dalle persone, per l’esecuzione del test, come quello su fluido gengivale, che rappresenta un metodo più agevole di testare la sieropositività per Hiv nei pazienti più difficili da raggiungere e trattare. Il prelievo di sangue, infatti, spesso rappresenta una barriera insuperabile per l'accesso al test".

In maggio incomincerà la formazione specifica di medici e infermieri dei Serd piemontesi. Il gruppo di lavoro regionale elaborerà anche protocolli e processi condivisi, per l'invio degli utenti alle strutture specialistiche di cura delle patologie correlate alla dipendenza e per la gestione del passaggio del paziente con abuso di sostanze dal carcere alla vita libera. (segue)

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