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Sanita' Piemonte: pm, non potevamo stare a guardare

12 marzo 2014 | 19.11
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Torino, 12 mar. (Adnkronos Salute) - "Stare a guardare, e lasciare che le cose si aggravassero e avere così imputazioni più gravi, o intervenire? Ci confrontammo con l'allora procuratore capo, Gian Carlo Caselli, e la decisione di intervenire fu unanime". Il pm Paolo Toso ha iniziato così la sua requisitoria nel processo per lo scandalo nella sanità piemontese, in cui sono imputati tra gli altri l'ex assessore alla Sanità, Caterina Ferrero, e il suo braccio destro di allora, Piero Gambarino.

"Immaginate - ha detto rivolgendosi ai giudici - cosa sarebbe successo se avessimo lasciato fare in un quadro in cui abbiamo un ex assessore che al processo viene a dire che il presidente della giunta regionale la voleva far fuori e un testimone della difesa, ex assessore, che ci dice che il presidente della giunta era informato riservatamente dell'esistenza di indagini e che le usava a fini di affermazione politica personale".

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