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Sanità troppo costosa per 2 mln anziani, fuga 'over 65' all'estero per cure

21 maggio 2014 | 15.18
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(Adnkronos Salute) - Pensioni ridotte ai minimi termini, costi di ticket e farmaci in costante aumento e tempi biblici per effettuare esami e analisi. Per ben due milioni di anziani è diventato quasi impossibile curarsi, almeno in Italia. E così, per alcuni, la soluzione diventa la 'fuga' all’estero, con pullman organizzati per trasportare tanti nonni italiani oltre confine, verso studi medici privati di Croazia, Romania e Ungheria specializzati in cure "dai prezzi decisamente più economici". E' quanto denuncia il dossier 'Nonni in fuga - Sanità poco accessibile per gli anziani. Si va nei paesi low cost', realizzato dalla Federazione italiana pensionati attività commerciali (Fipac) e presentato stamani a Roma in occasione della presidenza nazionale della categoria Confesercenti.

Sono 9 milioni, secondo il Censis, gli italiani che negli ultimi anni hanno rinunciato a curarsi. Di questi, 2 milioni sono anziani, una delle categorie più colpite dalla crisi economica e dall’aumento del costo della vita. Pensionati per i quali prezzi di farmaci e visite specialistiche sono diventati insostenibili. Un grave problema sociale che almeno 400 mila anziani, negli ultimi cinque anni, hanno deciso di affrontare andandosi a curare fuori dall’Italia, a volte senza neanche tornare. Ad ospitare gli over 65 italiani in fuga dal Ssn - afferma il dossier - sono Paesi come Romania, Cipro, Malta, Slovenia, Croazia, Ungheria, ma anche le Canarie, mentre la prima cura richiesta dai nostri connazionali in trasferta è quella odontoiatrica, e non a caso: si tratta infatti di una voce di spesa che in Italia non viene coperta dai Lea (Livelli essenziali di assistenza) se non per una ridottissima fetta della popolazione.

Generalmente il preventivo per una visita dal dentista all'estero, viaggio e alloggio compresi, consente un risparmio del 50-60% rispetto a un intervento in patria. E gli anziani sono pronti a partire anche a rischio della salute: non sempre, infatti, viene garantita la certificazione CE per materiali e attrezzatura, o corsi di aggiornamento da parte dei medici locali, mentre raramente si torna l’anno successivo per una visita di controllo. Se fra i pensionati italiani che decidono di rimanere è in aumento il ricorso ad ambulatori sociali e al banco farmaceutico, con richieste più che raddoppiate, la 'povertà sanitaria' - unita alle conseguenze della crisi - ha spinto una fetta di nonni a dare vita ad un altro fenomeno legato ai viaggi.

Si tratta di un vero e proprio trasferimento verso mete 'low cost', Paesi solitamente caldi, europei ed economicamente convenienti. Una sorta di 'emigrazione' delle tempie grigie. Tra le mete più ambite ci sono le isole Canarie, dove già vivono circa 20 mila connazionali, le cure mediche seguono standard europei ed è possibile stipulare polizze mediche private che prevedono la copertura totale delle spese per costi che vanno dai 40 agli 80 euro al mese.

Per contrastare il fenomeno delle fughe all'estero per curarsi, Lino Busà - direttore nazionale Fipac – lancia un appello anche al ministro della salute Beatrice Lorenzin: "Chiediamo al ministro maggiore attenzione nei confronti degli anziani, che in molti casi svolgono il ruolo di vero e proprio ammortizzatore sociale per le famiglie. Incoraggiamo quindi il ministro ad andare avanti – continua Busà – perché la politica dei tagli lineari è quanto di più sbagliato esista".

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