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Sanremo 2021, Amadeus e il segno della croce: critiche e polemiche

03 marzo 2021 | 16.01
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L'Unione atei: "Gesto poco opportuno". Comunità del mondo Arabo: "Tra il pubblico laici, atei, ebrei, musulmani"

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Amadeus si fa il segno della croce prima dell'inizio del Festival di Sanremo 2021. A qualcuno il gesto non piace. In particolare, all'Uaar, l'Unione atei agnostici razionalisti. "Era un po’ tutto concordato. Amadeus, che è un professionista, non il primo che capita, e la regia del Festival di Sanremo, hanno voluto inserire quel gesto, e in questo senso a me sembra davvero poco opportuno. Mi chiedo: come sarebbe stata presentata la stessa situazione se anziché fare il segno della croce, Amadeus avesse esposto la nostra tessera in mondovisione? Probabilmente ci sarebbero state delle proteste, dicendo che Amadeus aveva occupato lo spazio pubblico promuovendo la sua concezione del mondo. E questo è ciò è successo", dice all'Adnkronos il segretario nazionale dell'Uaar, Roberto Grendene, commentando il segno della croce che ieri Amadeus si è fatto all'inizio della prima puntata del Festival di Sanremo, un attimo prima di scendere le scale del Teatro Ariston.

Subito dopo il segretario dell’Uaar spiega: "Diverso è se fosse stato un gesto un po’ scaramantico, come i giocatori di calcio quando entrano in campo, ma se è stato concordato, allora cambia molto. In ogni caso, la mia lettura del gesto di Amadeus si rifà anche alla conduttrice Rai che si presenta sempre in favore di telecamere leggendo il Tg con il Rosario al collo, un Rosario bello evidente. Si è parlato, anche al nostro interno, di libertà di espressione, ma sappiamo benissimo come funziona, sono scelte della regia. Non è che è un conduttore di una trasmissione o addirittura un giornalista che legge le notizie, può scegliere il tipo di abbigliamento, gli ornamenti, le spille che mette. Per cui è ovvio che c’è una scelta dell’emittente, in questo caso del servizio pubblico", aggiunge.

"Non mi sento di dire che Amadeus ha sbagliato, rispettiamo ogni gesto individuale che viene dal profondo del proprio credo, però, a meno che non si sia trattato di un gesto spontaneo, lavorando in una televisione pubblica e sapendo che si parla anche a una platea di laici, atei, ebrei, musulmani, forse avrebbe dovuto tenerne conto", dichiara all'AdnKronos Foad Aodi, presidente Co-Mai, Comunità del mondo Arabo in Italia. "Oggi per gli italiani vale più la serenità, quindi bisognerebbe lasciare da parte ogni episodio che possa essere strumentalizzato o essere fonte di provocazione", aggiunge.

"E come un calciatore che entra nel campo di calcio e si fa il segno della croce. Se uno crede…il credo è un valore aggiunto", dice l'imam di Firenze Izzedin Elzir. "Capisco che nella realtà italiana ed europea ci sia troppa paura, per motivi storici comprensibili, delle fedi religiose e dei loro simboli, ma non credo dobbiamo soffermarci su questo, dobbiamo riconciliarci col passato. Ognuno ha la sua fede, il suo credo, il suo pensiero, e anche se non condividiamo dobbiamo considerare la differenza una risorsa, una ricchezza. Un gesto come quello di Amadeus, che credo lui abbia fatto in maniera naturale, non mi deve fare preoccupare o sentire che la mia fede è minacciata", afferma.

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