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Sanremo 2022, Saviano al Festival per parlare di strage Capaci

01 febbraio 2022 | 19.11
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Il giornalista al Festival con un intervento per il trentesimo anniversario della strage

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Roberto Saviano sarà ospite del festival di Sanremo 2022 nella serata di giovedì. Lo ha annunciato Amadeus, spiegando che il giornalista e scrittore "parlerà del trentesimo anniversario della Strage di Capaci", nella quale il 23 maggio 1992 persero la vita il giudice Giovanni Falcone, moglie Francesca Morvillo, anche lei magistrato, e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.

"Non rivelo mai le parti economiche sulle partecipazioni, ma confermo che Roberto Saviano parteciperà a Sanremo 2022 a titolo gratuito", dice Stefano Coletta, direttore di Rai1, durante la conferenza stampa dal Casinò di Sanremo.

"Ricordare il sacrificio di mio fratello Giovanni e di Paolo è stato lo scopo del mio impegno di questi 30 anni insieme alla sensibilizzazione delle nuove generazioni ai temi della legalità. Perciò ritengo molto importante che se ne parli in un contesto come quello del festival di Sanremo che per popolarità raggiunge tantissimi milioni di italiani. Solo continuando a rinnovare il ricordo degli uomini che hanno speso la loro vita per la nostra democrazia possiamo pensare di costruire un Paese più giusto", dice all'Adnkronos è Maria Falcone, sorella del giudice antimafia ucciso nella strage di Capaci e presidente della Fondazione che del magistrato porta il nome.

"Ma cosa c’entra il Festival di Sanremo con la strage di Capaci? Non credo sia opportuno usare quel palco lì per parlare del trentennale delle stragi", dice all’Adnkronos è Giuseppe Costanza, l’autista del giudice Giovanni Falcone sopravvissuto alla bomba, commentando la notizia della presenza di Roberto Saviano sul palco dell'Ariston. "Sono molto perplesso - dice- non so, dovrei approfondire la cosa. Cosa dirà dal palco? Lei che ne pensa?...".

"Ricordare le stragi mafiose del ‘92 e’ sempre importante ma perché dare voce a Roberto Saviano? Io avrei preferito che a parlarne fosse il Nostro presidente della Repubblica Sergio Mattarella", dice all'Adnkronos Antonio Vullo, l’unico agente di scorta sopravvissuto alla strage di via D’Amelio. "Dovrebbero dare voce ad altre persone - dice -Mattarella avrebbe potuto parlare a tutta la nazione. Invece sì Saviano sono scettico".

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