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Sanremo, legali avvertono: "Se artisti o figuranti prendono Covid gara a rischio"

29 gennaio 2021 | 13.31
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L'avvocato Assumma all'Adnkronos: "Rai può gestirla, ma deve adottare tutte le misure necessarie"

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I veti di ben due ministri, le preoccupazioni espresse dai sanitari, le perplessità dei discografici e della Fimi, le proteste del cosiddetto 'popolo del web': un coacervo di voci complesse e variegate ruota intorno all'operazione Sanremo, in bilico tra rischi e vantaggi. Ma se il Festival dovesse andare regolarmente in scena in un momento come questo, e si verificasse l'ipotesi più temuta, ovvero il contagio di un artista o di un lavoratore, cosa succederebbe? Sentiamo la valutazione degli esperti legali, che prefigurano possibili scenari e conseguenze, sia in termini di regolarità del Festival che di possibili conseguenze giuridiche.

"Chiunque partecipa al festival, o come cantante, o come pubblico pagato, viene legato all'organizzazione da un rapporto giuridico contrattuale -spiega all'Adnkronos l'avvocato Giorgio Assumma, esperto di diritto d'autore ed ex presidente della Siae- Se si determina un danno da Covid, perché l'organizzazione sia responsabile bisogna dimostrare che non abbia adottato tutte le misure idonee". "Come da prescrizioni legislative qualora un cantante risultasse positivo al Covid-19 -sottolinea l’avv. Franca Vianello dello studio legale internazionale Rödl & Partner- come succede per qualsiasi altra persona, andrebbe immediatamente isolato e posto in quarantena. Non esiste, infatti, nessuna deroga per chi lavora nel mondo dello spettacolo ad esibirsi ugualmente, e questo in automatico potrebbe costringerlo ad abbandonare la competizione".

Ma non solo. "Il concorrente -prosegue l’avvocato- potrebbe, in linea teorica, rivalersi sull’organizzazione, facendogli causa, ma soltanto qualora il contagio fosse dipeso dal mancato rispetto da parte di quest’ultima delle norme sanitarie anti- contagio atte a garantire la sicurezza dei cantanti in gara". Diverso è il caso del possibile contagio del presentatore Amadeus. Qualora il contagio "dovesse dipendere dal mancato rispetto da parte del conduttore di tutte le cautele per non ammalarsi -spiega l’esperto legale di Rödl & Partner- può essere la Rai a rivalersi legalmente su Amadeus, salvo diversi accordi contrattuali".

Le maggiori preoccupazioni arrivano, però, per possibili focolai di contagio tra il pubblico in sala. "Che siano spettatori reali o a contratto, il teatro Ariston per le sue ridotte dimensioni è un luogo ideale per la diffusione del virus, nonostante l’organizzazione possa aver predisposto tutti i protocolli sanitari necessari -dicono gli esperti legali- Questa situazione potrebbe permettere la diffusione del virus anche tre le maestranze dell’evento, nonché i musicisti dell’orchestra". Proprio per quest’ultimo caso la situazione si complica un po’. "Se un membro dell’orchestra dovesse risultare positivo è chiaro che dovrà essere sottoposto a quarantena", spiega il legale. Il vero problema "nasce per i colleghi, visto che le distanze ridotte tra i musicisti e l’assenza di mascherine, condizione inevitabile per suonare gli strumenti a fiato, rappresentano una via di diffusione privilegiata per il virus".

Ai rischi legali si aggiunge poi l’ipotetico, ma probabile -anche solo a livello statistico- 'rischio reputazionale'. "In effetti -riflette Davide Ciliberti, esperto di comunicazione del gruppo Purple & Noise- considerata la forte volontà da parte di Rai di tenere dritta la barra e andare avanti con pubblico in sala, questo Festival dovrà essere immacolato dal punto di vista di contagi, anche perché -continua lo spin doctor- immaginate che accadrebbe a livello mediatico, ma non solo, laddove anche solo una persona del pubblico dovesse ammalarsi…".

'Autocertificazioni, plexiglass, mascherine e igienizzanti ovunque'

Ed ecco, secondo l'avvocato Assumma, che è stato il consulente giuridico del 'Costanzo Show', il primo programma ad andare in onda col pubblico in sicurezza, quali dovrebbero essere i comportamenti corretti della Rai per mettere al riparo l'organizzazione da qualsiasi rischio. "Prima di tutto deve essere pubblico non pagante -sottolinea Assumma- Ciascuno deve rilasciare una autocertificazione attestante di non avere affezioni in corso o sintomi. Appena si presentano i sintomi, tutti devono fare necessariamente il tampone rapido. Debbono tenere mascherine adeguate, lavarsi le mani e mantenere nel tragitto misure di sicurezza e rinchiusi in gabbie di plexiglass. Se tutte queste misure vengono adottate, non c'è più alcun nesso di causalità tra la malattia e la malagestione da parte dell'azienda".

Anche il problema del pubblico nel caso qualcuno contragga il covid durante il festival, per l'avvocato Assumma deve essere valutato caso per caso. "Se qualcuno risulta contagiato, bisogna capire se ha avuto contatti tali all'interno dei locali che possano determinare il pericolo di una estensione del contagio -specifica- Ad esempio, se uno non è ancora entrato al teatro Ariston, ma si accorge di essere positivo in hotel, il problema non sussiste". E conclude: "Non è una situazione facile, ma può essere gestita. Massimo Ranieri ha registrato nel teatro Sistina, ma avendo adottato misure simili non è successo nulla. Al Maurizio Costanzo Show non c'è stato nemmeno un caso di contagio, e oggi lo chiamano il 'metodo Costanzo'. Si può fare", conclude.

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