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Sanzioni Nordcorea, veto Russia e Cina all'Onu

27 maggio 2022 | 11.03
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Il no al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite a una bozza di risoluzione presentata dagli Stati Uniti: "Prima volta in 15 anni"

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Afp

Russia e Cina hanno posto il veto al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite a una bozza di risoluzione presentata dagli Stati Uniti con nuove sanzioni contro la Corea del Nord per le ripetute violazioni al bando ai test missilistici. E' la prima volta dal 2006 che il fronte internazionale sulla Corea del Nord si spacca. Da allora, il Consiglio di sicurezza ha approvato compatto nove diverse risoluzioni contro Pyongyang.

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"Per la prima volta in 15 anni Paesi che fanno parte del Consiglio di sicurezza hanno usato il loro potere di veto per impedire al Consiglio di adempiere alle sue responsabilità, vale a dire, per fare in modo che la Corea del Nord risponda della proliferazione illegittima che promuove", ha affermato, anche a nome di Giappone e Corea del Sud, la Rappresentante permanente americana al Palazzo di Vetro, Linda Thomas-Greenfield. "Oggi, il veto è uno strumento pericoloso", ha aggiunto.

La Corea del Nord quest'anno ha già portato a termine test di 16 missili, l'ultimo dei quali mercoledì, quando ne sono stati lanciati tre. Almeno uno dei test di quest'anno sembra che sia stato di un missile balistico intercontinentale.

Pechino ha giustificato il suo veto precisando che altre sanzioni contro Pyongyang non avrebbero fermato i programmi di armamento della Corea del Nord, ma anzi, li avrebbero intensificati. L'inviato di Pechino all'Onu, Zhang Jun, ha anche citato l'epidemia di covid in Corea del Nord e il rischio di una crisi umanitaria. Anche l'inviato di Mosca, Vasily Nebenzya, ha parlato delle "pericolose conseguenze umanitarie" di nuove sanzioni. "

Dal 2006, sono state adottate numerose misure restrittive contro Pyongyang, tuttavia, come la storia ha dimostrato, il paradigma delle sanzioni non è riuscito a garantire la sicurezza della regione o risolvere la questione dei missili e della non proliferazione", ha aggiunto. Nessuno ha citato la guerra in Ucraina, ma è il voto di ieri al Palazzo di Vetro conferma l'inizio di una nuova fase nelle relazioni internazionali.

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