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Sapelli, per Renzi non è bene partire avendo contro Squinzi e Cgil

11 marzo 2014 | 18.13
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Roma, 11 mar. (Labitalia) - "Per il governo Renzi non è certo un bene partire avendo contro la Confindustria, il cui presidente Squinzi scrive una lettera dura sul 'Corriere della Sera', e la Cgil, con Susanna Camusso che ha rilasciato dichiarazioni pesanti". Lo dice a Labitalia Giulio Sapelli, economista docente di Storia economica presso l'Università degli studi di Milano, commentando la lettera di Giorgio Squinzi pubblicata dal 'Corriere della Sera'.

"Squinzi ha ragione: l'Irap -dice Sapelli- è una tassa che, pur messa all'epoca da una persona che stimo molto, Vincenzo Visco, perchè bisognava trovare risorse per un fondo per le spese sanitarie, va abolita. E' stata disastrosa e non si può tenere una tassa che colpisce l'occupazione, proprio la cosa di cui abbiamo più bisogno".

"Detto questo però -osserva Sapelli- Renzi avrebbe dovuto prendersi mezza gionata in più di tempo e convocare le parti sociali. Tutte. Confindustria e sindacati, perché ragionando a un tavolo si sarebbe trovata la quadra sul taglio del cuneo fiscale sul lavoro".

Insomma, commenta il professore, "bisognava creare il clima giusto, anche perché l'economia non è una scienza esatta: non è detto e non è automatico che abbassando le tasse si crei occupaziome". "La soluzione andava trovata condivisa", avverte.

"E' vero che bisogna dare i soldi in busta paga agli italiani, ma se è per questo, da professore, dico che allora era meglio non aumentare l'Iva", osserva. "Hanno ragione un po' tutti ed è per questo, ripeto, che vanno convocate le parti sociali", conclude Sapelli.

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