cerca CERCA
Giovedì 21 Ottobre 2021
Aggiornato: 01:39
Temi caldi

Calcio

"Sarò sempre io numero 10 Argentina", Maradona punge Messi

29 maggio 2020 | 15.42
LETTURA: 5 minuti

alternate text
Immagine di repertorio (Fotogramma/Ipa) - FOTOGRAMMA

"Anche se da un certo punto in poi non lo sono più stato, sarò il numero 10 dell’Argentina per sempre". Diego Armando Maradona 'punge' Lionel Messi su chi è stato 'el diez' più forte della Nazionale argentina.

In occasione dei 35 anni della storica vittoria 3-2 contro il Venezuela, doppietta dell'ex Napoli, che aprì all'Albiceleste le porte del Mundial di Mexico '86 poi vinto dall'Argentina, il 'Pibe de Oro' su Instagram ricorda quel match. “Ricordo quella gara a eliminazione diretta contro il Venezuela nel 1985. Avevo già giocato due amichevoli prima, contro il Paraguay e il Cile, pochi giorni prima. Ma questa è stata la mia prima partita ufficiale dopo i Mondiali del 1982. In quei quasi tre anni di assenza, ho avuto l’epatite, una caviglia rotta e i problemi che abbiamo avuto noi ‘stranieri’ nel giocare per la squadra nazionale".

Visualizza questo post su Instagram

Hoy se cumplen 35 años de este partido de eliminatorias contra Venezuela, en 1985. Yo ya había jugado dos amistosos antes, contra Paraguay y Chile, unos días antes. Pero este era mi primer partido oficial, después del Mundial 82. En esos casi tres años de ausencia, tuve hepatitis, una fractura de tobillo, y los problemas que teníamos los "extranjeros" para jugar en la selección. Antes no habían fechas FIFA, los clubes te retenían el pasaporte, y las federaciones no estaban obligadas a cedernos. Aquél era OTRO FÚTBOL. Era otro mundo. Al llegar a Venezuela, una persona me rompió la rodilla de una patada, entrando al hotel. Eso hoy no podría pasar. Por eso le digo a los periodistas, que hoy hacen mil comparaciones, mil estadísticas, a los que piensan que descubrieron el fútbol, que no se puede comparar. Antes no era como ahora. Era todo distinto. Las canchas, la pelota, los botines, el arbitraje, el entrenamiento, la alimentación, la medicina, el periodismo, los medios de comunicación, el transporte, los hoteles, el descanso. El Fair Play no existía, te cagaban a patadas. Y si no tenías la copa del mundo, no había paraíso. Por eso, Bilardo armó una selección con jugadores locales durante los primeros años. No hubo "europeos". Passarella, Burru y Valdano tampoco venían a jugar. A ellos tampoco los dejaban venir. Con todo esto quiero decirles que yo no me borré. Que yo NUNCA me saqué la camiseta de la selección. No le mientan a la gente. Que la cuarentena no les afecte, muchachos. Porque aunque en algún momento yo no haya estado, la 10 va a ser siempre mía.

Un post condiviso da Diego Maradona (@maradona) in data:

"Quando sono arrivato in Venezuela, una persona mi ha rotto il ginocchio con un calcio, entrando nell’hotel. Questo non potrebbe succedere oggi. Questo è il motivo per cui dico ai giornalisti, che oggi fanno mille confronti, mille statistiche, a coloro che pensano di aver scoperto il calcio, che non si possono confrontare. Prima non era come adesso, era tutto diverso. I campi, la palla, i trofei, gli arbitri, l’allenamento, il cibo, la medicina, il giornalismo, i media, i trasporti, gli hotel, il resto. Il ‘fair-play’ non esisteva , ti riempivano di calci".

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche
ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza