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Pediatria: Save the children, malnutrizione prima concausa morte infantile

16 settembre 2014 | 17.47
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(Adnkronos Salute) - "Di fronte a tante cattive notizie, i dati sulla mortalità infantile e quelli sull'insicurezza alimentare dimostrano che cosa si può fare quando il mondo lavora insieme per affrontare una crisi comune. La comunità internazionale può essere orgogliosa di quanto è stato realizzato, ma c'è ancora molto da fare". Valerio Neri, direttore generale di Save the Children, commenta così il rapporto 'Committing to child survival: a promise renewed 2014 progress report', lanciato oggi dall'Unicef, e il rapporto Sofi lanciato dalla Fao secondo il quale il numero di persone che soffrono la fame del mondo è calato, ma rimane ancora "inaccettabilmente alto" con 850 milioni di persone malnutrite.

"Grazie agli straordinari progressi fatti nel ridurre il numero di bambini che muoiono per malattie prevenibili - continua Neri - si registra una più veloce riduzione, anche tra i bambini più poveri del mondo. Anche l'insicurezza alimentare colpisce un numero sempre minore di persone, ma non dobbiamo dimenticare che la malnutrizione resta la principale concausa della metà delle morti al di sotto dei 5 anni".

I nuovi dati diffusi oggi indicano infatti che i tassi di mortalità infantile tra il 1990 e il 2013 sono scesi del 49%. La riduzione media annua è rapidamente aumentata e in alcuni Paesi è addirittura triplicata. Le stime mostrano che nel 2013 sono ancora 6,3 milioni i bambini sotto i 5 anni morti in un anno, circa 17 mila ogni giorno, per cause in gran parte prevenibili, 200 mila in meno rispetto al 2012.

"Nonostante i risultati positivi, non possiamo essere compiacenti. Un bambino che nasce nell'Africa sub-sahariana - avverte il segretario di Save the Children - ha ancora 15 volte più probabilità di morire di uno che vive in un Paese ad alto reddito. Dobbiamo concentrare i nostri sforzi sui neonati dei Paesi più poveri e svantaggiati, compresi quelli che vivono in aree di conflitto o in paesi particolarmente fragili".

Se tra le cause principali della mortalità infantile restano le complicanze per nascite premature, la polmonite, le complicazioni durante il travaglio e il parto, la diarrea e la malaria, la malnutrizione rimane la principale concausa nella metà dei decessi al di sotto dei cinque anni. "Non possiamo dimenticare che la lotta contro la malnutrizione di madri e bambini continua a essere un elemento imprescindibile per sconfiggere la mortalità infantile", precisa Neri. "Il mondo - prosegue - può e deve fare di più per garantire che ogni madre e ogni figlio possano accedere non solo a servizi sanitari di alta qualità, ma anche alla nutrizione di cui hanno bisogno per sopravvivere. Per questo motivo è necessario investire in programmi nutrizionali specifici, che affrontino in particolare le carenze di micronutrienti delle madri e dei bambini sotto i 5 anni".

Proprio con lo scopo di intervenire in larga scala nei contesti più difficili e promuovere ogni sforzo possibile per prevenire il maggior numero di morti di madri e bambini, Save the Children lancia anche quest'anno, a partire dal 9 ottobre, la campagna Every One: più di un mese di intensa attività di sensibilizzazione, mobilitazione e raccolta fondi che terminerà il 16 novembre e punta a coinvolgere il massimo numero di persone in tutto il Paese.

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