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Saviano: "Umbria boccia ripristino Ru486 nel silenzio generale"

10 luglio 2020 | 14.09
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Lo scrittore su Instagram: "Nessuno ha il diritto di impedire che le donne siano padrone del loro corpo e del loro destino"

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Fotogramma /Ipa

"L'aborto è un passo doloroso che nessuna donna compie senza averci riflettuto e senza aver sofferto. Ci sono circostanze in cui le donne scelgono da sole e lo fanno per una infinità di motivi nei quali non abbiamo il diritto di entrare. Ci sono circostanze in cui le donne hanno la necessità vitale di abortire senza che le persone più vicine, e che magari ostacolerebbero quella scelta, siano informate. Nel 2020 queste mie parole sembrano banalità scontate. Ma non è così se, nel silenzio quasi totale, l'assemblea legislativa dell'Umbria ha respinto la mozione dei gruppi di minoranza (Pd, M5S e Misto) che chiedevano il ripristino dell'aborto farmacologico domiciliare e in day hospital". Lo scrive su Instagram Roberto Saviano in riferimento alla vicenda partita quando la Regione Umbria ha deciso di abolire il day hospital per l’aborto con metodo farmacologico.

"Nessuno avrebbe il diritto di impedire che le donne siano padrone del loro corpo e del loro destino, eppure qualcuno questo diritto se lo arroga, dicendo di farlo per il bene delle donne, per tutelare la loro salute - prosegue lo scrittore - Ormai di abolire la 194 non parla più nessuno, mi direte, ed è vero, ma per neutralizzarla basta fare come la Giunta regionale umbra a guida leghista, ovvero renderla inaccessibile e rendere inaccessibile il diritto che la 194 garantisce. Inutile opporre argomenti razionali di fronte alla barbarie e nessuno stupore: quando si tratta di dominare sulle donne, di pensare che il loro corpo non appartenga a loro pienamente, ma alla comunità, perché possono procreare; quando si tratta di decidere delle loro vite, della loro tranquillità e del loro futuro, la razionalità viene calpestata e con essa anche la dignità di tutti. Picconare la 194 è un atto criminale e criminogeno perché indurrà molte donne disperate a ricorrere a forme di aborto clandestino".

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