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Savona alla Consob, ok del M5S

04 febbraio 2019 | 15.42
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(Fotogramma)

di Ileana Sciarra

Ci sarebbe, a quanto apprende l’Adnkronos, l'ok del M5S alla nomina del ministro Paolo Savona alla presidenza della Consob. Per Marcello Minenna, finora in corsa per la più alta carica della Commissione, si profila invece un piano B, ovvero la poltrona di segretario generale della Consob.

Per Savona, tuttavia, ci sarebbe un problema procedurale: oltre all’attuale incarico di ministro, la legge Madia sulla Pa prevede che non si possano ricoprire incarichi dirigenziali o direttivi per chi è in pensione, se non per un solo anno e a titolo gratuito. La presidenza Consob ha invece una durata settennale. A questo nodo starebbe lavorando il premier Giuseppe Conte per risolvere una impasse che va avanti ormai da settembre, dopo l’addio di Marcello Nava alla presidenza dell’autorità di vigilanza.

SI APRE FRONDA INTERNA - La mediazione per risolvere il nodo Consob apre una fronda interna al M5S, l'ennesima. Una scelta che serviva anche a rassicurare i malpancisti del Movimento, non escludendo dalla partita l'ex assessore al Bilancio del Campidoglio. Ma il piano b studiato a Palazzo Chigi, con il premier Giuseppe Conte impegnato in prima persona per risolvere i cavilli giuridici che ostacolerebbero la scelta di Savona, a quanto apprende l'Adnkronos non ha convinto affatto i sostenitori di Minenna, per il quale si era addirittura speso nei mesi scorsi Beppe Grillo in persona. Il lancio di agenzia con la notizia della mediazione in piedi -ovvero del ticket Savona-Minenna in corsa- rimbalza in tempo reale sui telefonini dei pentastellati. "Altro che zio Paperone -sbotta una senatrice citando Di Maio sul palco della presentazione della card sul reddito di cittadinanza e chiedendo lumi ai cronisti sulla novità sul fronte Consob - qui ormai manca solo che arrivi la banda Bassotti...".

"La nomina a segretario generale non compete la politica - ragionano i 'falchi' del Movimento - spetta alla Consob a garanzia della sua indipendenza. Quindi spendere il suo nome in un accordo politico equivale a prenderlo per i fondelli...". Non solo. Non piace ai pro-Minenna il lavorio dietro l'eventuale nomina dell'82enne Savona. Una indicazione 'scivolosa' visti i problemi procedurali: oltre all’attuale incarico di ministro -il no a 'doppie poltrone' è uno dei mantra dei 5 Stelle- la legge Madia sulla Pa prevede che non si possano ricoprire incarichi dirigenziali o direttivi per chi è in pensione, se non per un solo anno e a titolo gratuito. La presidenza Consob ha invece una durata settennale.

Ma a Chigi si starebbe lavorando per risolvere tecnicamente la questione, forti anche di vecchi pareri 'rispolverati' per uscire dall'impasse. Si tratta tuttavia di un modo di procedere che risulta indigesto ai cosiddetti 'duri e puri' del Movimento. "Siamo stati sempre per il rispetto delle regole - ricorda una deputata, volto noto del M5S - ma ora le regole vanno a farsi benedire, le aggiriamo pur di accontentare Salvini e mettere a tacere il malcontento interno". E nel mirino dei malpancisti, oltre a Di Maio, ci sarebbe anche il premier Conte, 'reo' -l'accusa mossa- di non aver tutelato la corsa di Minenna ai vertici alla presidenza Consob.

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