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Sbarra alla guida della Cisl: "è l’ora di concertazione vera"

03 marzo 2021 | 16.48
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Il neo segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra

Luigi Sbarra è il nuovo segretario generale della Cisl. Ad eleggerlo un partecipato consiglio generale che ha raccolto l’indicazione arrivata dal leader uscente Annamaria Furlan, che ha lasciato dopo 7 anni di un "impegno continuo, faticoso ma entusiasmante" riconosciuto anche dal profluvio di interventi che hanno animato, nel Parlamentino Cisl, un dibattito inedito prima della votazione sul nuovo leader. Un avvicendamento che anticipa di un anno la scadenza naturale del suo mandato alla guida della confederazione ma che per Sbarra non significa cambio di rotta: "il solco è tracciato, sia nell’impostazione sindacale e politica, sia nella dimensione e nella progettualità organizzativa" riconosce al suo debutto dal palco del Palazzo dei Congressi.

Avanti dunque con quel Patto sociale necessario al Paese per rimontare la crisi e ripartire di slancio, avanti con una concertazione vera e con quel cambiamento che ormai non è "più una opzione" ma una necessità a partire da quelle riforme improcrastinabili. La realtà, dice Sbarra, è quella che deve fare i con la tragedia Covid, con le centinaia di migliaia di posti a rischio. "Non avrei immaginato mai di poter raccogliere il testimone di grandi 'costruttori di futuro' come Marini, Giulio Pastore, Bruno Storti, Pierre Carniti, Sergio d’Antoni e Annamaria Furlan" dice emozionato prima di disegnare i punti fermi del suo mandato.

"Il cambiamento non è più un opzione. Ci sono radicali riforme e profonde innovazioni da fare" cominciando con il rimettere al centro la persona, la sua dignità, la sua centralità ed il lavoro di qualità, ben tutelato, formato e contrattualizzato", spiega . "Non c’è un tempo dell’uscita dall’emergenza e un altro della ripartenza. Le due fasi s’incrociano e si sovrappongono e gli strumenti devono convivere in un tempo solo e presente", dice ancora guardando ai più vulnerabili: le donne, i giovani, i precari.

"Il Covid non è stato affatto una 'livella', non ha reso tutti più uguali”, prosegue ricordando come "la crisi è stata un acceleratore di quei processi di disgregazione e disuguaglianza in atto ormai da molti anni". È tempo dunque, prosegue Sbarra "di costruire un nuovo e moderno Patto Sociale, che consenta all’Italia di approdare, finalmente, ad un modello di sviluppo che coniughi solidarietà e competitività, partecipazione e produttività".

Ora che il Governo è nella pienezza dei poteri, perciò, "insieme, occorre rimboccarsi le maniche e aprire un confronto stabile con le forze sociali, per discutere di come affrontiamo nella condivisione e nella responsabilità sia emergenza che la prospettiva. Chiediamo subito l’apertura di una stagione di vera e rinnovata concertazione sui più importanti dossier economici, sociali e sanitari".

Basta per questo , "tatticismi", dice ancora ricordando come solo "la decisione saggia e provvidenziale" del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e l’autorevolezza del Presidente del Consiglio abbia permesso "il riallineamento delle forze politiche in un campo di concordia". "Serve uno sguardo lungo per dare profondità al percorso di innovazione, coinvolgendo tutti gli attori politici e sociali responsabili, rispettando l’autonomia di ognuno, convergendo su target condivisi", conclude. (Di Alessandra Testorio)

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