cerca CERCA
Lunedì 20 Settembre 2021
Aggiornato: 17:54
Temi caldi

Volkswagen, Berlino: test truccati anche in Ue

24 settembre 2015 | 11.12
LETTURA: 5 minuti

alternate text
(Foto Afp) - INFOPHOTO

"Il nostro messaggio è chiaro: tolleranza zero contro le frodi e rispetto rigoroso delle norme comunitarie. Abbiamo bisogno di informative complete e test solidi sulle emissioni inquinanti in atto". E' il monito del commissario Ue per il mercato interno e l'Industria Elzbieta Bienkowska, sulla scia dello scandalo Volkswagen delle emissioni truccate.

La Commissione europea chiede dunque alle "autorità nazionali di verificare le implicazioni sulle auto vendute in Europa e assicurare che gli standard sulle emissioni di Co2 siano scrupolosamente rispettati". E invita inoltre gli Stati di effettuare le necessarie indagini a livello nazionale e riferire a Bruxelles, offrendosi di contribuire per facilitare lo scambio di informazioni tra i Paesi. Bruxelles chiede infatti di avere un quadro completo dei veicoli certificati in Ue dotati dei dispositivi vietati dalle norme e fa sapere che la questione "sarà discussa in dettaglio con le Autorità nazionali Omologazione nei prossimi giorni".

Intanto Seat, marchio spagnolo controllato dal gruppo Volkswagen, ha ammesso che alcuni dei suoi modelli sono stati equipaggiati negli ultimi anni con i motori diesel tipo EA189, finiti sotto inchiesta per la manomissione delle emissioni. Lo hanno confermato all'agenzia Dpa fonti della casa automobilistica, dopo le rivelazioni fatte questa mattina da 'El Pais', che ha parlato di più di mezzo milioni di vetture a marchio Seat equipaggiate con i motori sotto accusa.

"Stiamo indagando su tutto ma per ora non siamo in grado di dare informazioni sui modelli, sulle date o sul numero di veicoli" coinvolti, hanno spiegato fonti Seat. Secondo la stampa spagnola, la casa automobilistica avrebbe assicurato che l'attuale gamma Seat non utilizza i motori indagati, avendo adottato la nuova generazione del motore 2.0 TDI che risponde alle normative Euro 6.

In giornata, il ministro dei Trasporti tedesco Alexander Dobrindt ha riferito che il sistema utilizzato per manipolare i test sulle emissioni di Co2 per le auto vendute negli Usa interessa anche i veicoli commercializzati in Europa.

E una nuova bufera sembra addensarsi anche su un altro gruppo premium dell'industria automobilistica tedesca: le azioni di Bmw, infatti, hanno perso oltre il 5% (ma sono giunte anche vicino a -10%) dopo che la testata specializzata Autobild ha rivelato i sorprendenti risultati di un test condotto dall'International Council on Clean Transportation (ICCT) su un modello di punta della casa bavarese. Infatti, riferisce il settimanale, il suv X3 xDrive20d presenterebbe - in condizioni di guida reale su strada - emissioni fino a 11 volte superiori al massimo definito dalle normative europee.

Secondo la portavoce della Commissione Ue per il Mercato interno, Lucia Caudet, "quello che è veramente necessario in questo momento è avere un quadro completo della situazione e rafforzare i nostri standard sulle emissioni". "Invitiamo tutti gli Stati membri a effettuare indagini necessarie. Dobbiamo avere un quadro completo di quanti veicoli immatricolati nella Ue erano dotati del software ingannevole, che è vietato dalle regole europee", ha aggiunto.

"Quello che sta accadendo sono fatti che noi non commentiamo - ha dichiarato John Elkann, presidente di Fca, a margine della commemorazione del bisnonno Filippo Caracciolo, ex presidente Aci - Quello che è avvenuto è molto grave e vedremo di capire meglio dalle indagini". "L'Acea, che è la voce della categoria, è stata molto chiara, dicendo che non è un fatto legato all'industria dell'auto ma un fatto specifico di una società", ha concluso.

Sul caso Volkswagen la procura di Torino ha aperto un'inchiesta. Il fascicolo, al momento a carico di ignoti e affidato al pm Raffaele Guariniello, riguarda sia le auto della casa tedesca che circolano in Italia, sia le vetture di altre case automobilistiche.

Oltre alla frode in commercio c'è anche il disastro ambientale, contenuto nella nuova legge sugli ecoreati, tra le ipotesi di reato iscritte nel fascicolo aperto dal pm. Lo apprende l'Adnkronos da fonti vicine agli ambienti giudiziari.

Il magistrato ha affidato ai carabinieri del Nas di Torino gli accertamenti sui veicoli. L'inchiesta è aperta da alcuni giorni e oggi gli investigatori hanno già sentito alcuni esperti per capire nel dettaglio quali siano le caratteristiche tecniche legate a possibili manomissioni dei dati sulle emissioni. Condizioni che si andranno poi a verificare sulle vetture commercializzate nel nostro Paese. Da venerdì dovrebbero iniziare anche le audizioni dei vertici di Volkswagen Italia. Al momento non ci sono indagati.

Intanto arrivano nuove rivelazioni choc. Germania, Gran Bretagna e Francia avrebbero fatto pressioni sulla Commissione europea per evitare di perfezionare i test sulle emissioni di carbonio, mantenendo un sistema che permetteva di 'inquinare' più di quanto realmente dichiarato. E' quanto pubblica il 'Guardian', che cita dei documenti dai quali risulta che i Paesi spingevano per mantenere delle 'falle' nei test che permettevano di manipolare i valori, aumentando le emissioni reali del 14% in più rispetto a quanto dichiarato.

Un pressing su Bruxelles che sarebbe partito almeno 4 mesi fa e puntava a trovare degli escamotage ai test messi a punto nel 1970, i Nedc, per la Procedura di verifica mondiale sui veicoli leggeri, da sostituire nel 2017.

"E' inaccettabile che i governi che giustamente chiedono un'inchiesta sullo scandalo Volkswagen contemporaneamente agiscano dietro le quinte per manipolare i test sulle emissioni", attacca Greg Archer del think tank Transport and Environment, secondo quanto riporta il quotidiano britannico.

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche
ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza