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Scandalo Volkswagen, l'ad Winterkorn lascia

23 settembre 2015 | 16.54
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Ma nega responsabilità dirette

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Martin Winterkorn, ad di Volkswagen - INFOPHOTO

L'ad di Volkswagen Martin Winterkorn ha presentato le dimissioni al termine del consiglio di emergenza convocato dal gruppo, sconvolto dallo scandalo delle centraline truccate per superare i test sulle emissioni. Winterkorn si dice "scioccato dagli eventi degli ultimi giorni e stupefatto che un tale comportamento scorretto su larga scala fosse possibile nel gruppo VW".

"Come Ceo accetto la responsabilità per le irregolarità scoperte sui motori diesel" ma, aggiunge Winterkorn, "da parte mia non ho commesso nessuna irregolarità". Prima dello scoppio dello scandalo, il Consiglio -composto da dirigenti e rappresentanti degli azionisti- era stato previsto per estendere il contratto di Winterkorn fino al 2018.

UE INVITA GLI STATI A FARE INDAGINI. La Commissione Europea "accoglie con favore le indagini avviate in alcuni Paesi e invita tutti gli Stati membri a svolgere le indagini necessarie e riferire" i risultati raccolti all'esecutivo comunitario che "discuterà con loro come coordinarle al meglio e agevolerà lo scambio di informazioni". Lo spiega la portavoce della Commissione Lucia Caudet illustrando la posizione su Volkswagen, che ha ammesso di aver montato sulle vetture diesel vendute negli Stati Uniti dei software per falsare i test sulle emissioni. L'esecutivo, sottolinea, "sta prendendo molto sul serio la questione" e vuole "andare a fondo della questione: dobbiamo avere la certezza che le aziende rispettino scrupolosamente le regole, sulle frodi abbiamo tolleranza zero".

L'ITALIA CHIEDE UNA VERIFICA ALLA GERMANIA. Il governo italiano, ha spiegato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, ha chiesto alle autorità tedesche e agli omologatori "una verifica molto approfondita" sulle auto vendute dal gruppo Volkswagen. "Abbiamo chiesto di sapere quali autovetture sono state potenzialmente esposte a questo inganno. Ovviamente faremo di tutto per tutelare la salute dei nostri cittadini", ha detto Delrio.

"Vogliamo sapere se la prassi utilizzata negli Stati Uniti è stata utilizzata anche per l'Europa, e in particolare per l'Italia. Siamo in attesa di chiarimenti", ha sottolineato, da parte sua, il ministro per l'ambiente Gianluca Galletti, che si è detto preoccupato per i danni ambientali e occupazionali. "Credo che questo sia il momento di rivedere a livello europeo il sistema dei controlli delle emissioni", ha infine detto Galletti.

GUIDI: QUADRO DI GRANDE GRAVITA'. "È importante fare velocemente la massima chiarezza, anche con i vertici dell'azienda, su quello che è successo e su quelle che possono essere le ripercussioni", ha affermato il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi. "Se quello che sembra emergere, per altro già confermato dai vertici dell'azienda, verrà confermato è certo che c'è un quadro di grande gravità", ha aggiunto.

SQUINZI PREOCCUPATO. "C'è un po' di preoccupazione, è un fatto grave", speriamo "non ci siano scossoni" per i sub produttori in Italia, è l'augurio del presidente di Confindustria Giorgio Squinzi.

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