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Scienza&Salute: 'Covid, vaccino e fake news, tutte le verità'

02 aprile 2021 | 17.38
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Nella Giornata mondiale contro le fake news , l'ultima puntata di BioMedical Report, il format su Facebook curato da dall'immunologo Mauro Minelli, responsabile per il Sud della Fondazione italiana di Medicina personalizzata, punta a fare chiarezza sul Covid, il vaccino e le varianti da diversi punti di vista grazie a due ospiti della trasmissione: la ginecologa Alessandra Graziottin e il biologo molecolare Graziano Pesole, autore di un recentissimo studio sulle varianti del Sars-Cov-2.

"A proposito di varianti - ha evidenziato Pesole - diciamo che esse sono il tentativo da parte del virus di condurre la loro battaglia contro i vaccini (battaglia che il virus sta perdendo) e che diventano degne di nota se portano al virus un certo vantaggio (vedi maggiore trasmissibilità della cosiddetta variante inglese), altrimenti restano sullo sfondo dell'epidemia, come avvenuto per le oltre 80mila mutazioni che il nuovo coronavirus ha già fatto da quando ha compiuto il famigerato salto di specie. La struttura del virus tuttavia - ha concluso Pesole - non cambia, ecco perché tutti i vaccini sono in grado di contrastarlo e pur non rendendoci immortali, diminuiscono notevolmente i suoi effetti, fino a ridurli a zero".

"Spesso ci si preoccupa inutilmente dei rischi del vaccino - ha puntualizzato Alessandra Graziottin, come se rischio volesse significare destino, ma nulla è più falso. Una trombosi può verificarsi per molteplici ragioni, senza che vi sia una causa precisa a seguito del vaccino. Il rischio basale riguarda tutte le donne, e non quelle che fanno uso della pillola anticoncezionale. Rischi bassissimi, come per la popolazione in generale". Graziottin ha spiegato che il rischio contagio da coronavirus "aumenterebbe tra le donne post menopausa (in genere dopo i 50 anni) perché gli estrogeni sono un alleato naturale, ma che tuttavia sono gli uomini (i maschi) ad essere più suscettibili di malattia grave per via della maggiore espressione del recettore Ace2 al quale si aggancia la proteina spike del Sars-Cov-2."

"Sgombriamo il campo da equivoci, sospetti e falsità - ha osservato l'immunologo Minelli - è certo che i vaccini, specie quelli a mRNA riducono enormemente la carica virale e pertanto limitano, se non eliminano del tutto, la possibilità che un vaccinato possa infettare altri individui, adesso lo sappiamo grazie ad alcuni importanti studi. Una vaccinazione in grande stile, come insegna il caso Gran Bretagna, porta ad una immunità importante della popolazione, ed è soddisfacente vedere - ha concluso Minelli - che il proprio organismo risponde perfettamente ai suggerimenti del vaccino producendo da subito le difese di cui ha bisogno. Anche questo lo abbiamo visto".

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