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Scienza & salute: Il carciofo, un alfiere dell'agricoltura mediterranea

03 dicembre 2021 | 17.45
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Una gemma grigio-verde con foglie viola, è il carciofo, pianta tipica dell'area del Mediterraneo, alimento conosciuto fin dall'antichità.

Oggi il Gusto della Salute, la videorubrica online coordinata dall'immunologo Mauro Minelli responsabile per il Sud Italia della Fondazione per la Medicina Personalizzata, propone un percorso suggestivo attorno al carciofo del quale l'Italia è il principale produttore al mondo.

“Le regioni che sono principalmente interessate alla produzione di carciofi” - fa sapere Minelli – “sono la Campania, la Puglia, la Sicilia, la Sardegna, il Lazio, la Liguria. Per questa puntata ci siamo recati nella piana del Sele, in Campania, dove un gruppo di imprenditori agricoli ha deciso di ottimizzare le proprie produzioni di carciofo creando delle coltivazini che hanno delle caratteristiche veramente straordinarie: una maggiore produttività, una uniformità di dimensione, una contemporaneità di maturazione, una marcata resistenza alle malattie causate da batteri e virus, al freddo, all’imbrunimento”.

Gerardina D'Agosto, responsabile laboratorio genetico dell’Azienda Vitrosele di Salerno, spiega le nuove frontiere della produzione di piantine di carciofo micropropagate, “ovvero piante ottimizzate grazie ad una serie di miglioramenti genetici che hanno permesso di selezionare e moltiplicare le ‘discendenze’migliori ottenute magari per incrocio delle migliori varietà disponibili”.

Ma quali sono le proprietà benefiche del carciofo per l'uomo e le eventuali controindicazioni? “Il carciofo sembra davvero adatto a tutti - ci dice la biologa nutrizionista Dominga Maio - e in effetti sono davvero ridotti gli effetti avversi di questo ortaggio dalle foglie dure e spinose ma dal cuore tenerissimo. Il carciofo contiene inulina, una fibra solubile che riesce ad attrarre acqua e dà generalmente un senso di sazietà, ma non è digeribile da tutti, soprattutto da chi ha problematiche di colon irritabile o disbiosi intestinale di tipo fermentativo. La presenza al suo interno di vitamina k, poi, deve richiamare l'attenzione di tutti coloro che seguono terapie anticoagulanti”.

La biologanutrizionista Ilaria Vergallo ricorda, invece, che “i carciofi esercitano un'azione depurativa nei confronti del fegato, hanno un bassissimo indice glicemico e soprattutto un alto contenuto in fibre, particolarmente importanti per il transito intestinale. Sono, inoltre, alimento adatto ai diabetici e alleato dei reni in quanto facilitatore della diuresi. Infine viene ricordato che il carciofo è ricco di antiossidanti utili al contrasto dei radicali liberi e quindi alla prevenzione dei tumori, oltre che fondamentale per arginare le malattie arteriosclerotiche e cardiovascolari”.

Tra i suggerimenti dell’immunologo Minelli, il richiamo alle possibili intolleranze “che potrebbe conseguire all’ingestione del carciofo”. Nei soggetti con allergia “al nichel il carciofo non è tollerato, nemmeno se sottoposto a cottura. Ecco perché un minimo di attenzione va sempre prestata prima di decidere cosa mangiare”, conclude Minelli.

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