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Cronaca

Sciopero Roma, Raggi: "Città ostaggio di pochi sindacalisti"

25 ottobre 2019 | 11.45
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La sindaca: "La maggioranza dei lavoratori non ha partecipato". Di Maio: "Indecente sciopero di venerdì"

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(Foto Adnkronos)

"Una minoranza di sindacalisti prova a tenere in ostaggio una città di 3 milioni di abitanti: di lavoratori, di madri e padri che ogni giorno accompagnano i propri figli a scuola, di studenti e pendolari. La maggioranza dei cittadini è stanca di scioperi ingiustificati". Lo scrive su Twitter la sindaca di Roma, Virginia Raggi.

"Dimissioni, dimissioni, vergogna" recitavano i cori e fischi dei lavoratori scesi in piazza del Campidoglio contro la Giunta Raggi, il "degrado dei servizi pubblici" di Roma e la gestione "disastrosa" delle partecipate. "L’alta adesione allo sciopero dimostra che stiamo dalla parte giusta e che la sindaca non ha capito quello che stava accadendo. Ci aspettiamo che nelle prossime ore ci sia una radicale inversione di tendenza sulle politiche per le partecipate. E' ovvio che se non ci saranno atti importanti la mobilitazione continuerà", ha detto il segretario generale della Cgil di Roma e Lazio Natale Di Cola.

Ma in serata arrivano i numeri della sindaca. "La stragrande maggioranza dei lavoratori di Roma non ha partecipato allo sciopero indetto dai sindacati: il 72% dei dipendenti Atac si è recato a lavoro, il 62% di quelli di Ama, addirittura il 90% in Zetema. Asili e scuole dell'infanzia sono rimasti aperti, salvo qualche rara eccezione. I lavoratori delle aziende partecipate di Roma hanno ritenuto che non fosse giustificata una mobilitazione, lanciata dalle vecchie sigle sindacali dopo aver rifiutato il confronto e soprattutto dopo aver ignorato quella mano che l’altro ieri avevo teso per evitare inutili disagi alla città e alle persone’", ha scritto in un post su Facebook.
"Significa che i lavoratori credono nel nostro percorso di risanamento delle aziende: abbiamo salvato Atac dal fallimento e 11mila persone dal la perdita del posto di lavoro, impegnandoci a rilanciare un’azienda che ci hanno lasciato con un debito di 1,3 miliardi di euro. Abbiamo messo in strada 400 bus e stiamo assumendo autisti per rilanciare il servizio per i cittadini. Questi sono dati incontrovertibili", sottolinea la sindaca di Roma.

"Nessuno - rileva - si sogna di attaccare il diritto di sciopero, anche se esercitato da una minoranza. Ma se l’attacco è politico è legittimo giudicare nel merito i motivi e l’opportunità di una protesta portata avanti dai vertici dei sindacati locali; non c’era alcun motivo per scendere in piazza. Tanto più alla luce delle offerte di confronto avanzate dall’Amministrazione Capitolina. Non ci siamo mai sottratti al dialogo, come dimostrano i risultati raggiunti insieme a quelle categorie sindacali che hanno messo al centro il merito e l'interesse dei lavoratori. Voglio citare come esempi i rinnovi dei contratti per i dipendenti capitolini e lo sblocco delle assunzioni in tutti i settori dell'Amministrazione, dalla scuola alla Polizia Locale".
"Sino a oggi nelle aziende partecipate capitoline non si è perso neanche un posto di lavoro. Abbiamo assicurato in ogni sede che vogliamo garantire i livelli occupazionali. La richiesta sindacale di oggi poggia quindi sul nulla. E a fare le spese di questa smania di protagonismo politico sono solo i cittadini", conclude Raggi.

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