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Sconfitta del Brasile, lo psicologo: "Per i giocatori della Selecao lo choc durerà anni"

09 luglio 2014 | 14.27
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Alberto Cei: "Sarà dura tornare in campo per la 'finalina', ieri troppa emotività e poca personalità. E' mancato un leader che spingesse gli altri 10, una personalità che guidasse i compagni dopo i primi goal della Germania"

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Una sconfitta sportiva che peserà per anni sulle spalle dei calciatori e sull'orgoglio di un Paese. Il 7 a 1 rifilato dalla Germania al Brasile ieri sera nella semifinale dei Mondiali di calcio è "un danno tremendo per una Nazione, ma soprattutto per i calciatori scesi in campo: nessuno si potrà fidare più del compagno di squadra e questo ha distrutto anche lo spogliatoio. Non c'è stato un errore del singolo ma del gruppo, uno 'choc' e una macchia che durerà a lungo, ci vorranno anni per riprendersi".

Ad affermarlo all'Adnkronos Salute è Alberto Cei, psicologo dello sport dell'Università Tor Vergata di Roma e past president della Società italiana di psicologia dello sport (Sipsis). "Campioni troppo emotivi e con poca personalità", sintetizza l'esperto. E ora tornare in campo per la finale del 3 e 4 posto con la vincente della semifinale tra Olanda e Argentina è "davvero difficile - osserva Cei - si può solo sperare che la 'Selecao' tiri fuori l'orgoglio e dimostri a tutti la qualità del gioco e la solidità mentale che non c'è stata contro la Germania". Per l'esperto molte responsabilità della clamorosa sconfitta sono da addebitare all'allenatore Luiz Scolari: "Ha sbagliato tutto e sente questo peso, la squadra si è trovata spaesata in campo - sottolinea l'esperto - e in preda all'impulsività e a continui errori".

"E' mancato un leader che spingesse gli altri 10, una personalità che guidasse i compagni dopo i primi goal della Germania - sottolinea Cei - E infatti alla fine del match è entrato anche il capitano Thiago Silva che, non pur non avendo giocato perché squalificato, ha voluto essere presente e consolare i suoi". Dopo la vittoria agli ottavi di finale con il Cile, Scolari ha convocato uno psicologo per sostenere la squadra. Una scelta che l'esperto giudica poco efficace: "Avvalersi di uno specialista solo qualche volta - suggerisce - non può essere d'aiuto per la squadra, lo psicologo può fare un buon lavoro se il suo non è un intervento-spot o una chiacchierata sporadica. Andava costruito un legame con i giocatori più emotivi e costruito un approccio specifico".

Nei prossimi giorni e mesi come cambierà il rapporto con i tifosi brasiliani? "Sono emotivi, come gli stessi giocatori - risponde lo psicologo dello sport - credo che alla fine anche se c'è stata una durissima sconfitta i tifosi dopo riusciranno ad essere generosi e andranno allo stadio per la finale del 3 e 4 posto. Ma chi scenderà in campo dovrà dare un segnale forte - aggiunge - altrimenti ci vorranno anni per riprendersi da questo fallimento'.

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