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Scontri dopo sgombero Asilo, arresti e perquisizioni tra anarchici

20 settembre 2019 | 07.49
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Vasta operazione della Polizia di Stato di Torino per i gravi episodi di violenza verificatisi lo scorso 9 febbraio. Accuse per lesioni aggravate, danneggiamento e imbrattamento (VIDEO)

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(Fotogramma)

La Polizia di Stato di Torino, dalle prime ore della mattina, ha dato inizio ad una vasta operazione per i gravi episodi di violenza verificatisi lo scorso 9 febbraio, in occasione della manifestazione organizzata dai gruppi anarchici a seguito dell’operazione 'Scintilla', che ha condotto allo sgombero e al sequestro dello storico centro sociale Asilo. (VIDEO)

Le indagini della Digos di Torino, coordinate dalla locale Procura della Repubblica, hanno visto la collaborazione delle Questure di Milano, Ravenna, Sassari, Trento e Cuneo.

Quattordici le misure cautelari in corso di esecuzione. In particolare, per 3 persone è scattata la misura di custodia in carcere, per un 23 enne di Como, per un 24enne di Torino mentre la terza persona è ancora ricercata.
Per altri 11 anarchici di Sassari, Savona, Livorno, Ravenna, Torino, Svizzera, Slovacchia e Serbia è stata emessa la misura di divieto di dimora nel capoluogo piemontese. I reati contestati, sono a vario titolo, resistenza aggravata a pubblico ufficiale, lesioni aggravate, danneggiamento e imbrattamento.

Nel corso dell’operazione sono state eseguite anche 17 perquisizioni. Tra gli oggetti rinvenuti, anche una sorta di vero e proprio manuale di comportamento per gli anarchici che intendono partecipare ai cortei di protesta.
Il documento, intitolato ‘Corteo. Prima, dopo, durante’ e datato marzo 2019, era stato rinvenuto la prima volta nella scuola torinese occupata a seguito dello sgombero dell’asilo di via Alessandria. All'interno 'Consigli ed esperienze per scendere in piazza con serena determinazione, consapevole che la repressione colpisce qualsiasi modalità di espressione di dissenso e sovversione, ‘buona o cattiva’'.
Tra i consigli c’è quello di non isolarsi ma procedere compatti in gruppo, non fare fotografie perché nel caso di sequestro dei cellulari possono contribuire al riconoscimento. Opportuno portarsi cambi di abito per cambiarsi subito dopo l’attacco, utilizzare maschere antigas e occhiali da piscina per contrastare gli effetti dei lacrimogeni. Tra i suggerimenti anche l’utilizzo di alcuni farmaci per dare sollievo al bruciore provocato dai candelotti. E ancora, per rallentare l’avanzata delle forze dell’ordine viene consigliato di improvvisare barricate rovesciando, per esempio, cassonetti della spazzatura in strada e, nel caso di fermo, la raccomandazione è di usare il diritto di restare in silenzio e non dire nulla alla polizia, così come, nel caso di ferite, di farsi refertare ogni contusione, anche la più lieve.

"Il ritrovamento di questo documento - ha sottolineato Carlo Ambra, dirigente della Digos di Torino - è molto importante perché innanzitutto ha una data recente, quella del marzo 2019, quando a Torino si svolse un corteo internazionale durante il quale riuscimmo con una manovra storica a chiudere la parte dura, il blocco nero, degli anarchici in via Aosta e dove poi sequestrammo un arsenale di oggetti. Inoltre è importante perché da’ consigli operativi di tipo violento da utilizzare per i militanti che intendono partecipare nella parte violenta del cortei al fine di evitare di essere individuati e riconosciuti dalle forze dell’ordine".

Operazione 'Scintilla' - Le 14 misure cautelari eseguite oggi sono il corollario dell’operazione ‘Scintilla’, scattata a febbraio in concomitanza con lo sgombero dell’asilo occupato di via Alessandria a Torino. Complessivamente, nel corso dell’intera operazione, la polizia ha denunciato 37 persone, fra cui alcuni cittadini svizzeri e francesi, undici delle quali erano state arrestate subito dopo la manifestazione del 9 febbraio scorso quando circa 500 manifestanti travisati, dopo un corteo a cui avevano partecipato un migliaio di anarco antagonisti provenienti da tutta Italia e dall’estero, per due ore avevano ripetutamente attaccato le forze dell’ordine devastando la città con lancio di sassi, bottiglie, razzi, artifici esplodenti, provocando danni per oltre 100 mila euro.
Tra i centri sociali coinvolti dalle diverse misure eseguite dalla Digos torinese in collaborazione con quelle di Milano, Bologna, Ravenna, Sassari, Trento, Livorno e Cuneo, figurano i piemontesi ex Asilo, El Paso e Alpi Libere, Telos di Saronno, Casa Brancaleone di Milano, Capolinea di Ravenna, Nuovo Tavan di Trento, La Nave dei folli di Rovereto, Kavarna di Cremona e Tribolo di Bologna. Complessivamente in due anni danni provocati da manifestazioni violente ammontano a oltre 1 milione di euro, compresi quelli al Centro di permanenza e rimpatrio di Torino (Cpr) dove si sono verificati diversi incendi.

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