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Museo 'clandestino' nella villa di un avvocato a Roma: opere d'arte e reperti archeologici rubati

25 novembre 2014 | 11.40
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Scoperte opere d'arte e reperti archeologici di valore inestimabile: tra gli oggetti lastre di marmo di epoca romana, dipinti murali, quadri, statue e monete in bronzo e rame di età Medioevale (Fotogallery)

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Opere d'arte e reperti archeologici rubati sono stati trovati dai carabinieri nella villa di un avvocato civilista romano di 60 anni, nella zona di Grottarossa, a Roma. Nell'abitazione c'erano lastre di marmo d’epoca presumibilmente romana, dipinti murali, quadri, libri sacri, crocefissi, arazzi, statue e parti di esse, materiali sottratti da scavi archeologici e da cimiteri (monumenti sacri o funerari), rubati in diverse regioni d’Italia.

Il materiale, d’interesse storico, artistico, religioso, culturale e archeologico, di valore inestimabile, è stato rubato in diversi siti archeologici, musei, cimiteri e chiese del Paese. Le regioni dove sono stati commessi i furti sono il Lazio, l'Umbria, le Marche, l'Abruzzo e la Toscana. Considerato che tra i reperti ci sono oggetti risalenti a un arco temporale che va dal periodo etrusco a quello barocco, la Procura della Repubblica di Roma ha nominato un gruppo di consulenti tecnici con diverse specializzazioni per ricostruire la storia delle opere.

A scoprire i reperti sono stati i carabinieri dalla stazione Roma Monte Mario. Attraverso la capillare rete di stazioni carabinieri sparse sul territorio nazionale, sono state collegate tutte le singole indagini che riguardavano i vari delitti e, al momento, è stato accertato che parte degli oggetti recuperati sono riconducibili a 24 furti. Parroci, direttori di musei, responsabili di cimiteri e sovrintendenti di scavi archeologici hanno infatti riconosciuto i reperti recuperati dai Carabinieri di Monte Mario, accorgendosi in alcuni casi dell’effettiva mancanza solamente dopo essere stati convocati.

Secondo gli investigatori, l’avvocato che è stato denunciato per ricettazione continuata era cosciente della provenienza illecita della maggior parte del materiale sequestrato. I carabinieri hanno infatti rinvenuto insieme agli oggetti anche articoli di stampa e fotografie con didascalie dell’epoca in cui si dava notizia dei furti. La sua posizione è sicuramente aggravata anche dall’ingente quantità di beni archeologici, di diverso genere, rinvenuti nella sua disponibilità (vasellame, ceramiche, marmi, terracotta, tappi di anfora, lucerne, elementi da telaio) la cui origine è compresa tra il VII secolo a.C. e l’età post-antica.

Tra questi ci sono 64 monete in bronzo e rame di età Medioevale e Moderna dal VI secolo d.C. al XX sec. d.C.; 501 monete di età Romana Repubblicana e Imperiale in bronzo e argento dal III sec. a.C al IV sec. d.C.; 108 elementi diversi in bronzo, piombo di epoca Antica e Moderna fra cui sono riconoscibili anelli da dito, elementi circolari, chiodi, campanellini, borchie e frammenti di probabile decorazione non riconoscibili; due sigilli in bronzo del XIII° d.C. - XIV° sec. d.C.; 7 elementi in pasta vitria relativi a pedine da gioco, un castone di anello e un pendente di collana di età antica; 11 elementi in piombo tra cui sono riconoscibili grappe a coda di rondine e sigilli per contenitori di probabile età antica; una punta di lancia in ferro di probabile età antica che presenta tracce di consolidamento moderno; un frammento di piede sinistro di una statua in bronzo di età antica.

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