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Umbria: ‘Scorched or Blackened’, design protagonista a Festival Spoleto

08 luglio 2016 | 14.59
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In attesa del grande concerto di chiusura diretto da Antonio Pappano con Stefano Bollani, a Spoleto59 Festival dei 2Mondi, nell'ultimo weekend, tra prime mondiali e sorprese last minute, si accendono i riflettori sul design. Per la prima volta in assoluto, infatti, il tema della progettualità si inserisce all’interno di un Festival umbro di caratura internazionale e lo fa attraverso l’installazione ‘Scorched or Blackened’, il progetto prodotto da Regione Umbria e realizzato da Aba, l’Accademia di Belle Arti 'Pietro Vannucci' e dall'Università degli studi di Perugia.

A commentare la cultura del 'saper fare umbro', istituzioni e designer si confronteranno in un dibattito speciale sul percorso innovativo avviato negli ultimi anni dalla Regione Umbria per definire la propria identità di brand attraverso la cultura e gli asset territoriali che rendono questa terra un luogo dove vivere un'esperienza non solo turistica. Gilda Bojardi, direttore della rivista Interni, Fernanda Cecchini, assessore alla Cultura della Regione Umbria, Paolo Belardi, direttore Aba Perugia, e i designer Francesco Paretti, Marco Tortoioli Ricci e Marco Williams Fagioli, parteciperanno al talk in programma domani, sabato 9 luglio, alle 18, nel Salotto di Palazzo Arroni.

Presentato per la prima volta al Fuorisalone 2016 nel cortile dell’Università Statale di Milano, a fianco di allestimenti firmati da progettisti di fama internazionale quali Ron Arad, Stefano Boeri, Michele De Lucchi, Massimo Iosa Ghini, Piero Lissoni, Ingo Maurer e Carlo Ratti, ‘Scorched or Blackened’ è ora posizionato, per la prima volta in Umbria e nell’ambito di una rassegna internazionale dedicata a musica, arte, cultura e spettacolo, all’interno della Chiesa di Santa Maria della Manna d’Oro nella suggestiva piazza Duomo di Spoleto.

L’installazione si presenta come oggetto monolitico, ed è volta a evocare aspetti dell’Umbria emozionali e insoliti: dalla chiesa della Porziuncola di Assisi al Ciac di Foligno, dalla foresta fossile di Dunarobba ai cunicoli etruschi di Orvieto, dal Grande Nero di Alberto Burri ai tunnel del minimetro di Jean Nouvel a Perugia. L’esterno del padiglione è decorato con un anagramma composto con caratteri alfabetici 'monk', il nuovo font lanciato in occasione di 'Expo Milano 2015', che rimandano all’interrogativo che aleggia sull’installazione (Scorched or Blackened?).

Mentre l’interno è segnato da una teca a sviluppo lineare in cui sono esposte in forma d’installazione le sperimentazioni artistiche ideate da quattro docenti dell’Accademia di Belle Arti 'Pietro Vannucci' di Perugia concernenti l’uso innovativo di altrettanti materiali tradizionali propri dell’artigianato e della industria verde regionale: carta (Carlo Pellegrini), ceramica (Arthur Duff), legno (Marco Fagioli) e vetro (Paul Robb). La singolarità del progetto sta anche nella originale forma di collaborazione con aziende private e consorzi che hanno realizzato i prototipi, alcuni dei quali entreranno in produzione dall'autunno prossimo.

Per la Regione Umbria, il design è dunque inteso come fattore di qualificazione delle produzioni artigianali e industriali ed è parte di un’azione di branding territoriale finalizzata a promuovere non solo le qualità e la bellezza di una terra secolare ma anche la creatività, il saper fare artigiano, tra tradizione e innovazione, propri della regione, dove l’arte in molteplici declinazioni è fonte di ispirazione per la vita e le produzioni economiche contemporanee.

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