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Scuola, Ambrosini (Librai): "E' carolibri, aumenti tra +2 e +3%"

16 agosto 2022 | 13.16
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(Fotogramma)

Pioggia di rincari anche a scuola. Aumentano i prezzi dei libri per gli studenti italiani tra il +2 e il +3%, decisamente sotto il trend tendenziale dell'inflazione. Ma il caro libri, programmato all'inizio del 2022 dagli editori, anche se non rappresenta una sorpresa si aggiunge alle tante spese e rincari che le famiglie si troveranno ad affrontare in autunno, a cominciare dalle bollette. "L’aumento dei prezzi dei libri per la scuola, nella media, sarà tra il 2 e 3 %, un aumento fissato da ciascun editore a inizio anno”, afferma Paolo Ambrosini, presidente di Ali, l'Associazione dei librai di Confcommercio, parlando con l’Adnkronos in previsione della ripresa dell'anno scolastico.

"Non c’è una grandissima oscillazione – aggiunge - anche perché per la determinazione del prezzo gli editori devono tener conto dei tetti di spesa massimi, fissati per legge, per ogni ciclo di studi che da più di dieci anni sono fermi. Del resto gli editori sanno che nel momento in cui vanno a toccare i prezzi hanno difficoltà a piazzare i testi, tanto è che alcune scuole stanno rendendo opzionali alcuni libri di materie meno necessarie privando però l’allievo di uno strumento formativo importante e questo è un problema che è anche all’attenzione del ministero dell'Istruzione" sottolinea Ambrosini.

Il mondo dei librai italiani, inoltre, segnala una "carenza della materia prima, la carta. Questo problema sta rallentando la produzione e preoccupa moto i librai perché a inizio anno scolastico non c’è la piena disponibilità dei testi". E, nonostante questa situazione, rimarca Ambrosini, "non comprendiamo le ragioni che hanno portato, anche quest’anno, la rete distributiva degli editori a bloccare le loro attività per tre settimane nel periodo estivo: è inconcepibile" segnala. Considerato che poco più della metà delle librerie indipendenti (52,2%) distribuisce testi scolastici. Un settore quello dei libri scolastici che è difficoltoso e impegnativo, in quanto la maggior parte delle librerie che non li trattano hanno preferito specializzarsi in altre tipologie di libri.

"Non si capisce perché...laddove la rete distributiva dei libri di lettura è aperta e resta chiusa solo il 15 e 16 agosto (Mondadori e Messaggerie) - rimarca - quindi dove c’è elasticità di domanda e bisogna rincorrere il consumatore la disponibilità del servizio c’è sempre, anche nel periodo estivo ed invece nel mercato scolastico no".

La spiegazione è presto detta: "nel mercato dei libri di testo il valore viene definito con l’adozione dei libri di testo da parte delle scuole (le liste dei libri decise dagli insegnanti) - spiega Ambrosini - a monte quindi si decide quante copie di quel libro andranno vendute in tutta Italia e l’editore si può sedere nella sua 'comfort zone' perché la vendita è già fatta sulla carta, non gli interessa se il libro arriva il 1 settembre o il 30 novembre". Gli editori dunque hanno chiuso i magazzini per tre settimane ad agosto e questo vuol dire che i librai riprenderanno a ritirare i libri di testo dopo il 25 agosto: "in sole due settimane i librai dovranno riuscire a completare tutti gli ordini in corso e saranno costretti a girare nei magazzini all’ultimo momento. Quindi ci saranno ritardi nelle consegne".

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