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Scuola, Ianniello (Rete studenti medi): "Ingresso 9.40 impedisce di vivere, noi gli unici sacrificati"

13 ottobre 2021 | 17.13
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Trasporti malfunzionanti a Roma est, Bufalotta e Talenti. Pendolari sopraffatti in scuole vicino Termini. Liceo Albertelli Capitale occupato; liceo Marconi di Civitavecchia programma manifestazione. L'8 il Prefetto non ci ha ricevuti, mancanza apertura

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"Siamo gli unici a continuare a sacrificare la vita personale e sociale". A gridare il disagio sono gli studenti che in questi giorni si stanno mobilitando per protestare contro l'ingresso alle 9.40. "Soprattutto a Roma ed in alcune città del Lazio, come Viterbo, Rieti e in particolare Civitavecchia dove "i ragazzi soffrono al liceo Marconi, al Guglielmotti, al Galilei. Oggi si sono riuniti al Marconi in duecento e hanno deciso di manifestare nel fine settimana contro orari che impediscono di vivere; trasporti malfunzionanti che gravano sui pendolari da Cerveteri e Cerenova". Ne parla con l'Adnkronos Luca Ianniello, del nazionale della Rete degli studenti medi, che dice: "gli studenti non ce la fanno a tornare a casa alle 18 e poi a dover studiare".

Anche nella Capitale il malcontento è diffuso: "Soprattuto a Roma est al liceo classico Kant, al Tullio Levi Civita perché il sistema dei trasporti è molto debole; nelle scuole vicino la stazione Termini come il Machiavelli, l'Albertelli, il Plinio frequentate da pendolari. Al momento è occupato l'Albertelli, ma lo sgomberano domani sera. Difficoltà grosse anche a Bufalotta e Talenti, al liceo scientifico statale Nomentano. Anche al liceo Vittoria Colonna, al Ghetto e così via...", prosegue Ianniello.

"L'8 sono andati in Prefettura a chiedere l'eliminazione degli scaglionamenti o per lo meno la riduzione del margine tra le due fasce orarie - racconta - Il Prefetto non ci ha ricevuti. Abbiamo parlato con qualche funzionario e riscontrato mancanza di apertura. Ma in un mondo che torna alla normalità anche grazie a noi, che ci siamo vaccinati con sollecitudine, non ci possono trattare come l'anno scorso, chiedendoci un ulteriore sacrificio della nostra vita personale".

(di Roberta Lanzara)

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