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Scuola in zona rossa, Bonetti: "Dopo Pasqua valutare riaperture"

22 marzo 2021 | 19.32
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"C’è stata una prima misura d’emergenza che è quella che abbiamo dovuto affrontare per l’esplosione della variante inglese"

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(Fotogramma)

Dopo Pasqua valutare la riapertura in zona rossa delle scuole d'infanzia e primaria. E' quanto ha detto a SkyTg24 Elena Bonetti, ministra per le Pari opportunità e la Famiglia, ospite di Timeline. “La scuola è chiusa nelle Regioni rosse e mi auguro che in questa settimana ci siano regioni che possano passare in zona arancione e quindi possano riaprire le scuole dell’infanzia, i nidi, la primaria e la secondaria di primo grado e 50 e 50 le scuole secondarie di secondo grado. Già dopo Pasqua ritengo che in zona rossa, complice l'aumento delle vaccinazioni, dobbiamo rivalutare la possibilità di riaprire la scuola dell’infanzia e almeno la primaria” ha detto Bonetti.

“Anche il presidente Draghi - ha spiegato - ci ha tenuto che ci siano dati scientifici che dicano che è davvero necessario chiudere le scuola. C’è stata una prima misura d’emergenza che è quella che abbiamo dovuto affrontare per l’esplosione della variante inglese. Ma già da dopo Pasqua, ritengo che anche in zona rossa dobbiamo rivalutare la possibilità di riaprire almeno le scuole dell’infanzia e le primarie. E’ ovvio che nel frattempo sarà aumentata la campagna vaccinale e diminuiti i contagi e l’Rt”.

Anche per la presidente della commissione parlamentare per l’Infanzia e l’adolescenza, Licia Ronzulli (Fi), “bisogna continuare a lavorare per una riapertura stabile di tutte le scuole e di certo il vaccino, con l’immunizzazione degli insegnanti, darà un contributo fondamentale in questa direzione. Per non ripetere gli errori del passato e non arrivare nuovamente in ritardo è però indispensabile iniziare a pensarci da subito. Sono d’accordo con il ministro Bonetti sulla necessità di far ripartire, già immediatamente dopo le festività pasquali, la scuola dell'infanzia e quella primaria. Si tratta di scuole che per l’età dei bambini e il tipo di offerta formativa non consentono in alcun modo di sostituire le lezioni in presenza con la didattica a distanza”.

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