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Scuola in zona rossa, cosa dice il Consiglio di Stato

01 aprile 2021 | 16.19
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No chiusura automatica, riesaminare le misure, dicono i giudici di Palazzo Spada

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(Fotogramma)

Scuola zona rossa, interviene il Consiglio di Stato. Rivalutare il "meccanismo automatico di applicazione della sospensione totale della didattica in presenza, nelle scuole di ogni ordine e grado, nell'intero territorio delle regioni classificate come 'zona rossa'" hanno stabilito i giudici in due decreti monocratici depositati oggi con i quali il Consiglio di Stato ha respinto l'istanza cautelare presentata da alcuni genitori contro la sentenza del Tar del Lazio che, il 26 marzo, aveva sospeso l'efficacia del Dpcm del 2 marzo, che disponeva la didattica a distanza in tutte le scuole delle Regioni in 'zona rossa', stabilendo il riesame da parte della presidenza del Consiglio dei ministri, entro il 2 aprile, delle misure che comportano l'automatica chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado nelle zone rosse, prevedendo il ricorso alla Didattica a distanza nelle zone gialle e arancioni.

"Con decreto legge in corso di pubblicazione, sembrerebbe che la materia sia stata affrontata, e in parte disciplinata, diversamente rispetto alla decretazione qui contestata", osservano i giudici di Palazzo Spada, chiarendo che "l’obbligo di riesame non significa, né così potrebbe essere, sostituzione del Giudice alle scelte di governo nel periodo di pandemia, che restano interamente nella responsabilità degli Organi competenti".

Ma "è potere-dovere del giudice di assicurare che dette scelte siano adottate in modo trasparente e in coerenza con le risultanze dei dati scientifici, modificandole ovvero motivando con argomenti non contraddittori l’impatto della eventuale riapertura della istruzione in presenza sulla ulteriore diffusione del contagio". Per questo, concludono i decreti, "l’obbligo di rinnovare la valutazione censurata va confermato, come disposto dalla ordinanza appellata".

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