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Scuola, primo giorno al Carducci di Milano: "Ragazzi emozionati e docenti circospetti"

07 settembre 2020 | 13.50
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Il dirigente Andrea Di Mario: "Sta andando bene per i ragazzi, anche se le situazione è strana". E aggiunge: "Pronti a gestire eventuali casi Covid, serve freddezza"

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(Fotogramma) - FOTOGRAMMA

Un primo di giorno di scuola "emozionante" per i ragazzi e positivo per docenti e dirigenza scolastica, che restano "circospetti", mentre sono alle prese con le nuove procedure per evitare possibili contagi da coronavirus. Dopo i lunghi mesi di chiusura per l'emergenza Covid e di didattica a distanza, il liceo classico Carducci di Milano ha riaperto le proprie aule agli studenti del primo anno, dieci classi ognuna da 27 studenti. Una settimana di prova in vista della riapertura generale del 14 settembre. E il primo giorno dell'anno scolastico 2020-2021 sotto il segno del Covid "sta andando bene per i ragazzi, anche se le situazione è strana", spiega Andrea Di Mario, dirigente scolastico del liceo classico Carducci di Milano, contattato dall'Adnkronos. "Come dirigenza e docenti siamo impegnati con cartelli, sanificazione e comunicazioni".

I segni dell'emergenza sanitaria in ogni caso non si vedono sui ragazzi del primo anno. "Sono comunque emozionati, arrivano impauriti. I visi intimiditi che hanno tutti gli anni gli studenti del primo anno, li hanno anche quest’anno". Gli studenti, spiega il dirigente scolastico, "un po’ si addensano, si avvicinano fra loro. Ma sono ragazzi e devono capire che dentro la scuola non si fa in un modo e fuori in un altro. La scuola serve a imparare come si fa anche fuori. In realtà dovrebbero venire un po’ tutti a scuola".

La prima settimana per le prime classi è facoltativa e l'istituto non segna le assenze. "Temevo un assenteismo maggiore e invece ci sono quasi tutti e molte classi sono al completo", dice Di Mario. Anche i professori "hanno reagito bene e sono tranquilli. Siamo tutti un po’ circospetti e stiamo imparando a muoverci, a prendere le misure con queste abitudini e questa situazioni".

E per il preside dell'istituto è una giornata "piena di dettagli a cui prestare la massima attenzione, anche se in realtà sta andando bene. Sono quelle giornate in cui il preside va in giro ad attaccare cartelli, dare una mano a seguire tanti aspetti pratici che oggi si fanno sentire di più". Questa prima settimana "è una prova generale per il 14 settembre", continua il preside del liceo Carducci. "Mi sto preoccupando di mettere a sistema le varie cose che ci sono già e capire come funzionano".

Quest'anno scolastico non c'è alcuna carenza sul fronte dei docenti. In realtà "le carenze sono strutturali: è impossibile partire con tutti i docenti. Mancano quattro o cinque docenti, che è veramente poco, in altri anni sono partito con situazioni ben peggiori". Il vero problema per l'istituto ora sono i collaboratori scolastici. "I bidelli sono pochi, stanno arrivando perché ci sono le nomine, ma ora ci sono alcune malattie e alcuni hanno mansioni ridotte e non possono pulire. Quando sono tanti, diventa un problema", sottolinea Di Mario.

In ogni caso, continua, "bisogna vivere la situazione con la necessaria dose di tranquillità e freddezza. L’ultima cosa di cui abbiamo bisogno in questo momento è il panico". L'istituto è pronto nel caso in cui dovessero manifestarsi casi di positività al coronavirus. "Siamo pronti. Nel caso seguiremo la procedura: abbiamo l’aula Covid e faremo tutto quello che servirà. E' ovvio che ci saranno dei casi, magari non in classe, ma è nei numeri. Speriamo ovviamente che non ci si arrivi".

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