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Scuola, Suor Anna: "Uscire dal torpore, serve trasversalità politica per evitare deprivazione culturale"

29 gennaio 2021 | 16.54
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"E' necessario uscire da questo torpore e avviare un approccio sistemico nei confronti della scuola tutta, non solo dell'esame di Maturità. E' fondamentale se non si vuole che la curva del covid porti ad una deprivazione culturale, alla miseria ed ad una più profonda divisione tra nord e sud". Lo ha detto all'Adnkronos Suor Anna Monia Alfieri, referente scuola Usmi (Unione superiore maggiori d'Italia) ed esperta di politiche scolastiche.

"Chiusure, riaperture, in presenza, Didattica a distanza che non ha raggiunto 1,6 milioni di studenti, 300mila alunni disabili lasciati in isolamento e ancora 34mila studenti che hanno abbandonato il percorso educativo, per non parlare della mancata organizzazione dei trasporti pubblici - ha sottolineato con forza Suor Anna - insomma un sistema scolastico iniquo che non ha saputo valorizzare e utilizzare al meglio le 12mila scuole paritarie come non è stato in grado di 'sfruttare' al meglio i 40mila plessi statali".

"Il governo avrebbe dovuto già a marzo 2020 intervenire sulla scuola, anche per poter far rientrare i ragazzi a settembre e non a macchia di leopardo per poi, con l'impennata dei contagi di ottobre, richiudere a gennaio e tornare alla Dad. - ha proseguito Suor Anna - Se alla situazione così grave non si mette mano ora, con l'opportunità del Recovery Fund, le conseguenze rischiano di essere veramente disastrose. E' una sfida che il governo, il futuro governo, dovrà affrontare, prendendo anche in considerazione una modifica profonda del sistema scolastico e tenendo presente la necessità di dare più libertà alle paritarie e più autonomia organizzativa alle statali".

"Il diritto all'istruzione non deve trasformarsi in un privilegio - ha concluso Suor Anna - non deve escludere poveri e disabili, ma deve essere l'esatto contrario e per questo serve investire, ristrutturare e riformare il sistema scolastico. Basta incertezza, i nostri studenti e anche docenti necessitano di sicurezze, e di una scuola dove si apprende la convivenza comunitaria. Perché la scuola non è solo didattica, non è solo nozioni ma è imparare a socializzare, a relazionarsi, a fare comunità: sono stati rubati due anni ai nostri ragazzi, governo e istituzioni si devono prendere in carico la scuola seriamente perché lo devono agli studenti e alla scuola tutta".

"Sarebbe bene intervenire rivedendo le linee di finanziamento, introducendo i costi standard di sostenibilità per allievo: 5.500 euro costa un allievo non 8.500 euro (quanto oggi lo stato destina delle tasse dei contribuenti per un allievo della scuola statale) - ha concluso Suor Anna - si spendano meglio i fondi pubblici e si faccia un censimento dei docenti per chiarire il fenomeno della carenza di organico. Soluzioni semplici ma scomode che chiedono la più ampia trasversalità politica! Ma adesso o mai più". (di Giselda Curzi)

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