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Scuola: Suor Monia Alfieri, 'bando Pon discrimina paritarie per richiesta fideiussione'

10 maggio 2021 | 14.58
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"Scoraggia partecipazione, mentre 5S al varco. E' momento di agire per ridurre danni e puntare anche a Dl Ristori bis"

Scuola: Suor Monia Alfieri, 'bando Pon discrimina paritarie per richiesta fideiussione'

Il bando del Programma operativo nazionale, Pon, "discrimina le scuole paritarie nella richiesta di fideussione bancaria per l'accesso ai finanziamenti" del fondo strutturale europeo. Per accedere alle risorse è loro richiesto di presentare apposita fideiussione bancaria o polizza assicurativa per un importo pari alla quota di risorse erogate a titolo di anticipazione (30% del finanziamento complessivo). Anche se la "fideiussione è una richiesta di normale garanzia quando si agisce con fondi pubblici", "potrebbe scoraggiare gli istituti paritari a partecipare, mentre i 5 Stelle stanno al varco...". Ne parla con l'Adnkronos S uor Anna Monia Alfieri, paladina delle paritarie, che, ricordando l'imminente scadenza del bando il prossimo 21 maggio, aggiunge: "Abbiamo il diritto di dire che ci hanno discriminati ma è anche il momento di agire per ridurre i danni. Detto ciò presentiamo i progetti e puntiamo al Dl ristori bis, che la settimana prossima dovrebbe partire alla Camera, per ottenere aiuti, chiedere autonomia e libertà".

"Le scuole paritarie - prosegue Suor Anna Monia - si aspettavano che nel decreto Sostegni, come in quello Rilancio, fossero investiti soldi per scontare la retta. Ma non è avvenuto. Dispiace, ma Draghi e Bianchi, come europeisti, ci impegnano a fare i conti con un nuovo paradigma, al di là dei 22 euro ad alunno del decreto sostegni - rileva l'attivista - La nostra inclusione nei Patti di comunità e per la prima volta nei Pon sono traguardi importanti ottenuti. Noi adesso abbiamo il dovere di scongiurare la catastrofe educativa, combattere a spron battuto senza permetterci il lusso della stanchezza. Usiamo le tre leve: pon , patti di comunità e compartecipazione. Battiamo cassa per evitare la chiusura delle scuole dei poveri con lo Stato, le regioni, i comuni... Capisco il diritto lamentarsi, ma anche bisogna agire. Qui - conclude - è colpa e merito di ciascuno di noi. Ognuno sarà responsabile".

(di Roberta Lanzara)

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