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Sea Watch, governo apre a sbarco: "Ma solo se trasferiti"

29 gennaio 2019 | 09.45
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(Foto Afp)

"Sbarco degli immigrati? Solo se prenderanno la via dell'Olanda che ha assegnato la bandiera alla Sea Watch o della Germania paese della ong: in Italia abbiamo già accolto e speso anche troppo". Così il ministro dell'Interno Matteo Salvini, a proposito della nave con 47 migranti a bordo, ferma al largo di Siracusa. Gli fa eco il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, a Mattino cinque, il quale sottolinea come "noi apriremmo un nostro porto come fosse un corridoio umanitario per farli sbarcare, ma immediatamente dopo mandarli in Olanda". "L'Italia è il Paese che ha salvato il maggior numero di vite umane in questi anni, ma è finita l'epoca dei Renzi e dei Gentiloni. I porti italiani - ha ribadito Toninelli - si aprono quando spetta all'Italia aprirli. E cioè quando è la Guardia Costiera italiana a soccorrere" i migranti, cosa che non è avvenuta con la Sea Watch. Sulla gestione dei migranti, ha aggiunto, "oggi l'Italia con un governo serio e forte ha iniziato a farsi rispettare: stiamo aspettando la solidarietà europea".

"E' sensato quanto dice il ministro dell'Interno Salvini: intanto facciamoli sbarcare. E poi si vede il resto", dice all'Adnkronos il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, facendo presente che "la situazione a bordo della Sea watch sta precipitando. C'è un ragazzo che non mangia da 48 ore e altri che non stanno bene dal punto di vista psicologico". "Il medico non esclude che possano verificarsi episodi di autolesionismo", aggiunge. "Intanto facciamoli scendere - dice ancora Italia che ha scritto una lettera al Tribunale dei minori di Catania per chiedere lo sbarco "immediato dei minori a bordo della Sea watch"- poi si avviano le necessarie e indispensabili trattative di politica estera, perché condivido l'esigenza che l'Europa si faccia carico. Non può essere solo l'Italia a gestire questo fenomeno". Salviamoli e poi il governo faccia le sue battaglie in Europa ma non sulla pelle di questi poveracci".

"La situazione è sotto controllo, abbiamo fatto delle verifiche igienico-sanitarie fino a ieri", fa sapere il ministro della Salute Giulia Grillo. "Non ci sono situazioni importanti sanitarie a bordo, nessuna malattia infettiva in atto. E comunque il nostro Paese ha sempre fornito e sempre fornirà l'assistenza sanitaria dove richiesta. Detto ciò, però, non possiamo essere noi ogni volta a farci carico di queste situazioni, mentre tutti gli altri stanno alla finestra a guardare", aggiunge.

Nel frattempo la Corte europea dei Diritti dell'Uomo conferma "di aver ricevuto venerdì scorso una richiesta contro l'Italia da parte del capitano della nave Sea Watch 3, del capo della missione di soccorso e di un migrante che si trovano a bordo della nave. Avendo ricevuto questa richiesta, la Corte ha chiesto alle parti informazioni complementari. Stamani la Corte ha ricevuto le informazioni dal governo italiano", dice all'Adnkronos una portavoce della Corte di Strasburgo, che non ha ancora preso una decisione sulla richiesta. Dal canto suo Natasha Bertaud, portavoce della Commissione europea, nel briefing odierno, fa sapere che "la Commissione è in contatto con diversi stati membri dell'Unione per risolvere la situazione. La priorità è la sicurezza delle persone a bordo, la priorità per tutti noi dovrebbe essere lo sbarco, il più presto possibile". "Confermo che la commissione sta monitorando gli eventi, le è stato chiesto di svolgere un ruolo attivo di coordinamento. E' quello che stiamo facendo e che abbiamo fatto in passato per facilitare lo sbarco delle persone a bordo della Sea Watch 3", aggiunge. "La commissione -ricorda la portavoce- è fermamente convinta che sia urgentemente necessaria una serie di soluzioni predisposte per avere uno sbarco più veloce in prossimi casi".

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